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SCICLI - 24/11/2009
Cultura - Scicli: curata da Antonio Sarnari e visitabile fino al 10 gennaio 2010

Il Gruppo di Scicli in mostra al Centro Chiaroscuro

Sonia Alvarez, Carmelo Candiano, Giuseppe Colombo, Piero Guccione, Salvatore Paolino, Franco Polizzi, Giuseppe Puglisi, Franco Sarnari e Piero Zuccaro sono gli attuali componenti del gruppo, tutti risiedenti nella Sicilia sud-orientale
Foto CorrierediRagusa.it

La storia del gruppo di Scicli fonda le sue radici a partire dai primi anni Ottanta e si concretizza sempre più alle porte degli anni Novanta, periodo in cui i suoi membri sono protagonisti di un’intensa attività espositiva.

Da allora ad oggi, il gruppo ha visto avvicendarsi al suo interno diversi artisti.

Pur nelle diversità dei suoi componenti, essi rappresentano tuttavia un gruppo omogeneo accomunato dalla ricerca dei piccoli particolari quotidiani, dallo studio dei luoghi in cui vivono e soprattutto dal loro essere controcorrente rispetto alla spettacolarizzazione dell’arte contemporanea.

Scorci d’interni rischiarati talvolta da luce calda, altre volte cupa, caratterizzano il lavoro di Alvarez, elementi che come tasselli di un mosaico, vanno a formare l’ambiente domestico che funge da cornice al lento e silenzioso trascorrere quotidiano.

Pietra calcarea, arenaria, cemento e pece sono alcuni dei materiali con cui Candiano realizza le sue sculture in altorilievo e bassorilievo ispirati alla famiglia, al mondo agreste, ma anche alla letteratura e alla mitologia. Nel corso degli anni è pervenuto a forme sempre più stilizzate, sintesi estreme degli elementi rappresentati, in bilico tra figurazione e simbolismo.

Colombo è un abile pittore e disegnatore che riesce a conferire, in modo eccelso, plasticità alle sue figure, siano esse corpi, scorci o nature morte. Inoltre, è interessato alla reinterpretazione dei classici in chiave allegorica.

La natura e in particolare il mare, la terra, il cielo, la Luna e il Sole sono gli elementi cardine dell’arte di Guccione, visioni sublimi all’insegna della contemplazione, mentre nella serie dei d’après, l’artista si è confrontato svariate volte con i grandi maestri del passato.

Tema principale di Paolino è il paesaggio assolato della campagna iblea, quell’ambiente bucolico identificato dalle lunghe radure fulve destinate al pascolo, i muretti a secco, gli alberi di ulivo e di carrubo, immagini di estrema semplicità ma fortemente evocative.

Le opere di Polizzi rappresentano spesso scorci rupestri o marini del territorio siciliano e ragusano, cercando di cogliere e trasporre su tela ciò che c’è di immutato nel trascorrere del tempo.

Puglisi ritrae silhouette di innamorati, piscine e nuotatori, navi, città, mentre le opere in mostra ci offrono visioni aeree che infondono un profondo senso di immensità.

Sarnari nel corso della sua carriera artistica ha affrontato diversi temi, le nature morte, i fiori, i frammenti, i controluce, il mare, con cui tende a negare il concetto di profondità a favore di una percezione più bidimensionale, cercando di offrire una visione altra, inconsueta.

Una pittura densa, grumosa, quasi informale è, invece, quella di Zuccaro, una tela che diviene spazio carico di energia, altamente suggestivo, con cui attua il dissolvimento della figura.