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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1202
SCICLI - 01/11/2010
Cultura - Roma: il sindaco di Scicli Venticinque ha consegnato il premio nella casa romana dello scrittore

Premio Scicli a Camilleri, il "papà" di Montalbano: "Felice sono"!

Il Premio Scicli anche all’associazione Peppe Greco, a Ignazio Tasca, Paolo Nifosì e Alberto Sironi
Foto CorrierediRagusa.it

E’ stata proiettata domenica sera, al Teatro Italia, durante la cerimonia di consegna del Premio Scicli, l’intervista di Andrea Camilleri (nella foto col sindaco Venticinque) concessa al giornalista sciclitano Peppe Savà, in occasione della visita nella casa romana dello scrittore da parte del sindaco di Scicli Giovanni Venticinque. Il Premio Scicli viene consegnato a personaggi della cultura, e non solo, che si sono contraddistinti per aver dato lustro a Scicli.

Queste le motivazioni del Premio: «Andrea Camilleri ci ha restituito una Sicilia che, noi siciliani per primi, pensavamo perduta. E l’ha fatto attraverso un linguaggio, inventato ma straordinario ed efficace, che sfrutta e approfondisce la grande lezione che Luigi Pirandello, ci ha lasciato nel suo interessantissimo «Ciclope».

Una Sicilia spesso antica, quella di Camilleri, ma inspiegabilmente attuale nella quale mistero e sogno si confondono con la solarità del paesaggio, nella quale trionfa sempre il buono sul cattivo per un desiderio di giustizia che l’Autore afferma in ogni rigo della sua vasta opera letteraria come un’utopia possibile.

Vigata è per Andrea Camilleri ciò che Macondo è stato per Gabriel García Marquez. Vigata, come tutti i luoghi letterari, è «il centro più inventato della Sicilia più tipica» ma è anche un microcosmo nel quale la giustizia alla fine trionfa. L’affascinante commissario Montalbano è il paladino che ognuno di noi una volta nella sua vita ha sognato di emulare.

Vigata nella fiction televisiva ha spesso il volto della nostra Scicli.

Ne restituisce le atmosfere, ne proporziona gli incanti, smorza, con l’armonia della sua natura, le attese, per costruire, in realtà, una suspense più ricca di emozioni che ha fatto di quasi tutti gli episodi della fortunata serie televisiva dei veri capolavori del cinema poliziesco attuale.

All’uomo di teatro, al grande sceneggiatore televisivo, allo scrittore ironico e magnifico vanno, perciò, il nostro ringraziamento e il nostro plauso».

GLI ALTRI PREMIATI
Motivazioni Premio Scicli per l’associazione Peppe Greco: «L´associazione sportiva Peppe Greco ha organizzato nel corso di oltre quattro lustri la più importante gara podistica internazionale sul territorio italiano, nel ricordo di un medico che all´ospedale di Scicli prestava la sua opera professionale.

Le basole di via Mormina Penna hanno ospitato le icone già entrate nella storia della podistica: su tutti Haile Gebreselassie e Paul Tergat.

Sulla spinta della manifestazione, sono sorte a Scicli ben dieci società sportive, affiliate alla Fidal, che accolgono ed educano ai sani valori dello sport centinaia di giovani, alcuni dei quali hanno già conquistato titoli nazionali.

Aver incastonato una gara di assoluto livello tecnico agonistico nel contesto urbano tardobarocco di Scicli è il segreto alchemico del successo del Memorial Peppe Greco, che vive e vivrà sempre sul sacrificio dell´associazione che ne porta il nome, fatta di uomini e donne che amano lo sport e la sua etica».


Motivazioni Premio Scicli per il dott. Prof. Ignazio Tasca: «Medico legato alla sua città natale, dedica alla sua attività passione e zelo encomiabili.

E’ diventato nel corso degli anni un riferimento irrinunciabile per i suoi concittadini bisognosi di cure, e prestigioso luminare in ambito internazionale nel campo dell’otorinolaringoiatria.

Membro del Board Scientifico di Acta Otorhinolaryngologica Italica – Organo Ufficiale della Società Italiana di Otorinolaringologia e Chirurgia Cervico – Facciale, a febbraio del 2010 è stato nominato consulente internazionale della Società scientifica di chirurgia plastica facciale dell’Asia orientale e sud orientale.

Durante il congresso dell’ERS, tenutosi dal 20 al 24 giugno a Ginevra, è stato designato referente per l’Italia nella Società europea di rinologia. Autore di decine di pubblicazioni su Riviste nazionali ed internazionali, è coautore di tre monografie.

Nonostante la preclara fama che lo porta spesso lontano per ragioni scientifiche e di lavoro, mantiene immutato l’amore per la sua Scicli e per gli sciclitani».

Motivazioni Premio Scicli al prof. Paolo Nifosì: «E’ il maggiore conoscitore della storia dell’arte nel Sudest siciliano.

Paolo Nifosì ha intuito da giovanissimo il valore dell’arte nel Val di Noto. Sua la prima tesi di laurea che individua nel tessuto urbanistico della città netina valori e contenuti artistici di rilevanza mondiale.

Insieme a un gruppo di intellettuali e amici ha rappresentato l’avanguardia culturale della città e la Resistenza, nel suo significato più nobile: Resistenza contro la cancellazione dell’identità dei luoghi, contro gli interessi speculatori, in favore della riappropriazione delle proprie radici.

L’instancabile ricerca storica compiuta da Paolo Nifosì sulle testimonianze d’arte ha permesso di rendere consapevole Scicli e il Val di Noto dei suoi tesori, molti nascosti, altri trattati con sufficienza e distrazione, prima della sua poderosa opera di divulgazione scientifica.

Se oggi Scicli è patrimonio dell’Umanità è merito di uomini del Settecento come Rosario Gagliardi, e di uomini dell’era moderna era, come Paolo Nifosì».

Motivazioni Premio Scicli al regista Alberto Sironi: «L´amata serie televisiva del Commissario Montalbano ha proiettato Scicli sullo schermo internazionale attraverso lo sguardo sapiente e innamorato di un uomo che ha saputo dare corpo, anima e sentimento alla Vigata virtuale nella quale indaga, opera, soffre e ama l´investigatore più popolare del cinema contemporaneo.

Alberto Sironi ha reinventato la Sicilia con la sua magica macchina da presa. Ha captato le sue atmosfere più segrete, più oniriche nella descrizione fiabesca dei suoi capricci barocchi e l’ha restituita irriconoscibile e bella ai nostri occhi abituati e distratti.

Già Luchino Visconti aveva saputo penetrare l’animo siciliano con visione d’esteta. La stessa con la quale Sironi ha guardato il paesaggio del Sudest siciliano.

La magia unita alla grandezza irraggiungibile dell’arte di Giorgio Strehler e l’immensa curiosità intellettuale di un poetico visionario come Paolo Grassi hanno trovato in lui l’interprete più geniale, il testimone e l’erede di una stagione felicissima e irripetibile della cultura italiana, che oggi si perpetua nella ricerca indagatrice e preziosa di Alberto Sironi».

Nella foto sotto da sx Nifosì, Venticinque, Tasca, Sironi e Voi. Cliccate sulla foto per ingrandirla

Da sx Nifosì, Venticinque, Tasca, Sironi e Voi