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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 601
SANTA CROCE CAMERINA - 14/09/2015
Cultura - Il festival internazionale dedicato al fotolibro si è svolto sotto il faro di Punta Secca

Gazebook, quando lo scatto racconta la lotta alla mafia

Un evento ed organizzato da tre giovani fotografi siciliani Teresa Bellina, Melissa Carnemolla e Simone Sapienza Foto Corrierediragusa.it

Dibattito divenuto lezione di storia sulla mafia in Sicilia negli anni in cui hanno perso la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La storia di una «guerra» che ha coinvolto Palermo e la Sicilia con decine di morti in strada. Una storia che Tony Gentile ha raccontato nel suo libro «La guerra – una storia siciliana» di cui ha parlato insieme a Pippo Pappalardo, moderati da Sandro Scalia, per l’ultimo approfondimento di «Gazebook», il festival internazionale dedicato al fotolibro che si è svolto a Punta Secca, il borgo marinaro più volte location della fiction di Montalbano (nella foto). Un evento di grande attrattiva e di contenuto promosso ed organizzato da tre giovani fotografi siciliani Teresa Bellina, Melissa Carnemolla e Simone Sapienza che ha avuto il supporto anche di un comitato scientifico composto da Lina Pallotta (fotografa e docente), Maurizio Garofalo (art director), Chiara Oggioni Tiepolo (curatore e direttore artistico ´Foiano Fotografia´) e Colin Pantall (fotografo, critico e docente).
Sotto il faro, antica sentinella del mare, per tre giorni ospiti di caratura internazionale si sono confrontati sul mondo del fotolibro e della fotografia, portando esempi delle proprie esperienze, raccontando episodi della propria professione, offrendo ulteriori spunti di riflessione come nel caso del fotogiornalismo di Tony Gentile che ha spiegato anche l’emozione che ha provato per il famoso scatto fotografico che ritrae insieme, sorridenti, sereni e confidenti, i giudici Falcone e Borsellino.

Una foto divenuta simbolo della legalità, del valore dell’onestà, della lotta alla mafia. Una foto scattata da Tony Gentile e divenuta patrimonio di tutti. «E’ per me un’emozione fortissima perché so che è lo scatto della mia vita, divenuto simbolo anche nelle manifestazioni contro la mafia da parte dei cittadini – ha spiegato il fotografo siciliano che vive a Roma – Per un fotografo di news è il massimo. Il problema è che purtroppo quella foto di cui sono orgoglioso ritrae persone che non ci sono più, che sono state trucidate dalla mafia in una «guerra» che era in quegli anni in atto a Palermo e in cui uscivi di casa ma non sapevi se saresti tornato». La giornata conclusiva di «Gazebook» ha visto anche altre due interessanti conversazioni.

La prima con Lorenzo Tricoli e Giulia Zorzi che hanno parlato dell’Italia ai nostri giorni, dal bunga bunga a Pinocchio, attraverso il fotolibro che raccoglie foto simbolo della recente storia italiana e le abbina ad alcune frasi della favola di Collodi. L’altra conversazione ha visto protagonista Federico Clavarino con il suo progetto «Italia o Italia», la narrazione in foto della vita reale degli italiani e del nostro Paese, tra bellezze architettoniche e vicende da sanare, di cui la politica se ne interessa soltanto a parole. La tre giorni di «Gazebook» ha visto la partecipazione di fotografi di grande fama come Mark Power, Max Pinckers (entrambi fotografi Magnum), Colin Pantall, Guy Martin (sul lungomare la sua mostra fotografica «City of Dreams». Interessanti anche i workshop con Alex Bocchetto (Akina), Luca Santese (Cesura), Tiziana Faraoni e Daniele Zendroni (rispettivamente photo editor e graphic designer de L´Espresso).