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RAGUSA - 03/09/2009
Cultura - Ore 15,15 del 3 settembre 1943 a Cassibile

I gen. Castellano e Smith, firmano il testo dell’armistizio

Perché Eisenhawer proibì a fotografi e cine-operatori di riprendere gli altri ufficiali italiani in divisa che erano presenti quel giorno a Cassibile? Chi erano? Perché erano lì?
Foto CorrierediRagusa.it

3 settembre 1943, ore 17,15. A Cassibile, nella grande tenda della mensa dello Stato Maggiore, il Gen. Giuseppe Castellano, con la presenza del gen. D. Eisenhawer, firma le tre copie dell´armistizio corto, per delega del maresciallo Badoglio, che sancisce la resa incondizionata dell´Italia agli Alleati. Per gli Alleati firma il gen. americano Bedell Smith. L´armistizio diverrà effettivo l´8 settembre.

Le condizioni di armistizio presentate dal generale Dwight D. Eisenhower, Generale Comandante delle Forze armate alleate, autorizzato dai Governi degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, e nell´interesse delle Nazioni Unite, erano state accettate dal Maresciallo Badoglio, Capo del Governo italiano.
Con la firma di Cassibile, nei fatti, si poneva fine allo stato di belligeranza tra il nostro Paese e i Paesi Alleati.

Sono passati 66 anni da quando la Storia, quella con la «S» maiuscola, si fermò a Cassibile. Da quando per una serie di coincidenze vi si ritrovarono gli attori principali del secondo conflitto mondiale.
La firma dell’armistizio cassibilese rappresenta un momento di rottura sia per le vicende interne, sia a livello internazionale, per le sorti del conflitto; sia perché rappresentativo della disgregazione della vecchia classe dirigente fascista; sia perché rappresenta il primo segnale dell’imminente crollo dell’Asse.

E per la nostra terra di Sicilia, cosa rappresentò quella firma?
Sicuramente l’evento destinato a condizionarne le sorti politico-amministrative dei decenni successivi. E fino ai giorni nostri! Sì, perché di quell’evento ci manca qualcosa, non ne conosciamo tutte le sfaccettature. Per esempio, se le foto e le riprese dei cineoperatori mettono in primo piano il momento spicciolo della firma, ed in bella vista i protagonisti di quell’atto storico, tacciono sugli astanti.

Chiariamo meglio: oltre alla delegazione ufficiale, composta dal Generale Castellano (siciliano) e dal Maggiore Montanari in qualità di interprete, cosa facevano, in divisa, a Cassibile, il Capitano Vito Guarrasi (siciliano) ed il Tenente Galvano Lanza di Trabia (siciliano)? Il fatto che Eisenhawer abbia proibito che fossero ripresi da fotografi e cineoperatori significa che non erano in veste ufficiale.

E allora, perché erano a Cassibile, dentro o fuori la tenda, quel 3 settembre 1943? E ancora, c’erano altri italiani? E se sì, chi erano? Cosa fu stabilito quel giorno a Cassibile, fuori dall’ufficialità della firma armistiziale? C’erano uomini dei Servizi italiani? C’erano forse quei «Padrini» che – diciamo così – avevano dato una mano per lo sbarco del 10 luglio e che ora, a distanza di meno di due mesi, presentavano il conto?
Questi alcuni degli interrogativi che da più di 60 anni aspettano una risposta.

Che, forse, non riceveranno mai!
A distanza di oltre sessant’anni, ogni anno l’Associazione Kakiparis dei miei amici Paolo Romano e Franco Imprescia, organizza sui luoghi un Convegno storico, per ricordare l’importante evento. E non solo. Anche per coniugare Storia e Territorio, per rifunzionalizzare il grande evento armistiziale alla crescita e allo sviluppo della Comunità locale.

Personalmente, da anni mi batto per l’istituzione del , perché ritengo che per l’importanza dell’evento, per la positura del sito cassibilese, la costa mediterranea della Sicilia, per la capacità d’attrazione che verrebbe a rappresentare, potrebbe rappresentare un ulteriore tassello per lo sviluppo e la crescita in chiave turistico-culturale della nostra Isola. Qualcosa mi dice che questo è l’anno buono!



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