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RAGUSA - 17/06/2009
Cultura - Catania: alla libreria «Cavallotto» presentato il libro «Dagli abissi oscuri alla mirabile visione"

Mistero, sentimento e non solo nell’opera di Vacchella

Relatori: Luigi Torinese, Antonella Russo e Cetti Cavallotto. Prefazione di Raimondo Panikkar Foto Corrierediragusa.it

"Dagli Abissi oscuri alla mirabile visione" è l´ultimo libro dello scrittore Gianni Vacchella (ediz. Marietti). Presentato nei locali della libreria Cavallotto, tempio catanese della vetrina libraria, il libro che incute timore per titolo e lascia pensare ad un trattato dagli oscuri messaggi esoterici, invece si presenta come approfondita analisi biblica condotta da un professore di letteratura, Vacchella, esperto dantista e studioso dei testi sacri. Relatori dell´incontro sono stati Luigi Turinese, medico omeopata e Antonella Russo, psicologa. Cetti Cavallotto ha introdotto la presentazione del libro la cui prefazione è stata curata da Raimond Panikkar, esperto di dialogo interreligioso.

L´autore ha estratto dal corpus biblico quattro episodi scelti per la loro bellezza e significato. Il primo episodio trattato è quello di Giona, il libro della Bibbia popolato dalla "coniugazione degli opposti", che nel suo "Alzati e vai a Ninive" vede la sintesi di un percorso che va dalla morte alla risurrezione; un´allegoria del viaggio iniziatico, esteriore e divino che conduce dall´apparire all´essere. Coniugazione degli opposti che si sublima nel secondo episodio: il "Cantico dei Cantici", libro citatissimo e scritto in forma dialogica, dove il maschile ed il femminile si incontrano. E qui che il percorso iniziatico diventa coscienza acquisita. Il Cantico non è allegoria dell´amore materiale, ma di quell´amore teologico e che canta Dio nelle sue forme più elevate.

Segue l´episodio di Giobbe, figura cara a Jung, che ne ha fatto il suo ispiratore nel libro "Risposta a Giobbe". Anche Giobbe inaugura un viaggio mistico a tutto tondo in cui l´asse del dialogo si trasferisce nella sfera "dei cieli". Dialettica che dà importanza a Satana, il male che invita Giobbe ad andare da lui nel momento della disperazione. E a quest´ultimo succedono cose terribili, dice Luigi Turinese, "sia in famiglia che sul piano aziendale".

Poi Giobbe esce dalla sua dimensione materica, "Uroboica", per porsi direttamente davanti a Dio, l´Essere Supremo, con rabbia. Ultimo episodio è quello del sacrificio di Isacco. Da una bella citazione dell´autore junghiano, Dreyfus, "Rinuncia a te stesso e all´egoismo umano. Vai e sacrifica", nasce l´analisi del rapporto tra padre e figlio. Tra Abramo, uomo e Dio al contempo, e Isacco per il quale il padre sacrifica anche l´amore dell´altro suo figlio Ismaele. Abramo, uomo silenzioso dai pensieri introversi è guidato da un´idea forte: lui è un capo e come tale deve porre precetti indiscussi.

Ma il mandato divino è inappellabile. Occorre sacrificare Isacco. Ecco che nel momento cruciale della prova di fiducia, riuscitissima, Dio interviene fermando la mano dell´uomo. E´ un indagine intrecciata, quella dell´esperta junghiana, Antonella Russo, psicologa e psicoterapeuta, che applica alla lettura dei quattro passi biblici le quattro categorie di Jung, "Pensiero, Sentimento Sensazione e Tentazione", creando così un ordine codificato con dinamiche corrispettive".

«Sarà pure una coincidenza ma le quattro categorie si applicano benissimo all´analisi del testo di Gianni Vacchella"- dice Antonella Russo. E queste categorie sono coinvolte in un continuo processo di morte e risurrezione fino a giungere al senso di un mistero tripartito fatto di "occhio del senso, Ragione e Fede". Questo processo rende possibile la enucleazione del senso del Cosmoteandrico", parola coniata da Raimond Panikkar, "che non è originale bensì originaria", dice l´autore, nel cui significato si cela un il rapporto triadico e misterico.

Cosmoteandrica è la relazione tra "Mondo, Dio e Uomo" concentrata in una sola dimensione. Cosmoteandrico è il video realizzato da Gianna Tarantino, con musiche di Franco Battiato, proiettato al termine della presentazione e strutturato sulla base di una sequenza di immagini tratte dalla natura e dal sacro.

Un´attenzione, quella dell´autore, tutta rivolta alla Bibbia, libro sacro che molti credono essere stato scritto per i soli credenti ma che invece è per tutti gli uomini. "Di bellezza abbagliante, la Bibbia, non è inferiore ai romanzi di Tolstoj o Dostoevskij "dice Vacchella, anche se "si esprime attraverso una dimensione psicologica poco sviluppata la quale contrariamente naviga attraverso altri canali psichici". L´autore scrive un testo definendosi " puer senex", bambino che vive il mito dell´infanzia con la prospettiva e la visuale di un adulto tutta rivolta, quest´ultima, alla conquista di una "abbagliante mirabile visione".

(Nella foto da sx Cetti Cavallotto, Luigi Turinese e l´autore Gianni Vacchella)