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RAGUSA - 18/05/2009
Cultura - L’ultima fatica letteraria del giovane giornalista

Vincenzo Grienti: la Chiesa raccoglie la sfida del web

Opportunità per una più diffusa evangelizzazione o ulteriore strumento di alienazione e sottocultura? Foto Corrierediragusa.it

La chiesa di fronte alla sfida del web. Opportunità per una più diffusa evangelizzazione o ulteriore strumento di alienazione e sottocultura? Il tentativo di demonizzare i social network come Facebook, My space o Twitter è sempre dietro l’angolo ma un cosciente e consapevole approccio ai nuovi mezzi di conoscenza e comunicazione possono completare e non alienare.

A Vincenzo Grienti (nella foto), giornalista presso la Conferenza episcopale Italiana, Cei, già autore di incursioni nel campo dei mass media e nel mondo della comunicazione con libri quali la «Parola e le notizie» e «Chiesa, cattolici e comunicazioni», bisogna innanzitutto riconoscere un grande tempismo perché il suo ultimo lavoro «Chiesa e Web.2.0 Pericoli ed opportunità in rete» (editrice Effatà), un vero e proprio instant book, arriva nel momento in cui più intensa è la discussione sulla cyber cultura.

Vincenzo Grienti coglie i pericoli della socializzazione virtuale ma non disdegna le opportunità offerte da una platea di utenti che ogni giorno, a milioni, si parlano e si confrontano. Da buon cattolico ma soprattutto da giornalista attento alle evoluzioni ed ai cambiamenti Vincenzo Grienti coglie la necessità di una educazione e di una cultura di base che possono essere gli elementi decisivi per scongiurare danni irreversibili e soprattutto indirizzare le opportunità del web verso esiti negativi.

Monsignor Dario Edoardo Viganò, autorevole firma dell’Istituto Redemptor Hominis della Pontificia Università Lateranense, che firma la prefazione del saggio di Grienti, sottolinea che « accanto alle grandi opportunità, c’è il serio rischio che il web stia creando un circuito di solitudini di tastiera, di gente che s’illude sul fatto che per comunicare davvero basti usare il mouse, come dimostrano i sempre più frequenti casi di dipendenza e di nevrosi da Internet; insomma non è tutto oro quel che luccica e l’autore è avvertito sul fatto che i social network possono giocare nella perdita della dimensione della realtà e far incorrere nella solitudine del cittadino globale».

La chiesa tuttavia non alza le barricate al nuovo medium ed è pronta anzi a sfruttarne le possibilità per una evangelizzare, per diffondere solidarietà , diritti umani rispetto della vita e della creazione. « Queste reti, conclude Edoardò Viganò , possono facilitare forme di cooperazione tra popoli di diversi contesti geografici e culturali, consentendo loro di approfondire la comune umanità e il senso di corresponsabilità per il bene di tutti».