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RAGUSA - 03/08/2017
Cultura - E’ tra i padri fondatori della medicina aerospaziale italiana

Lo scienziato che incontrò l´astronauta Glenn

Storia di un uomo d’altri tempi di grande intelletto Foto Corrierediragusa.it

Vi proponiamo un bell´articolo del collega Vincenzo Grienti, corredato da 3 significative foto, incentrato sul generale Tomaso Lomonaco, un siciliano da riscoprire e ricordare. Buona lettura

Un generale, ma soprattutto un medico, uno scienziato, un uomo che nelle difficoltà dell’Italia tra i due conflitti mondiali ha saputo scrivere pagine di storia della medicina aeronautica e spaziale. Questo è stato il generale Tomaso Lomonaco, siciliano di Caropepe Valguarnera, in provincia di Enna. Si laurea in medicina e chirurgia a Roma nel 1924. Una vita spesa per la medicina e per gli altri. Nel 1929, da ufficiale, viene inviato in Libia. E’ sua l’idea di far arrivare dall’Italia le gambusie, con gli idrovolanti, piccoli pesci che divorano larve di zanzare anofele. Un contributo che aiuta a contrastare l’endemia malarica. Nel 1931 ritorna in Italia e nel 1934 è al lavoro all’Istituto medico legale di Roma. Per la sua passione aeromedica gli viene affidato il compito di tenere i collegamenti con il Reparto d’Alta Quota di Guidonia. Con il professore Margarìa prepara i primi esperimenti da eseguire nel cassone frigo pneumatico, un apparecchio utile a creare la depressione barometrica. Nel 1937 è tra gli ideatori con l’ingegner Verduzio dello speciale scafandro pressurizzato e ossigenato per favorire la respirazione del tenente colonnello Mario Pezzi nel primo record di volo ad alta quota. Nel 1938 cura l’ergonomia e la fisiologia della cabina stagna per il secondo record di Pezzi.

«Tomaso Lomonaco può giustamente definirsi tra i padri fondatori della medicina aerospaziale italiana, basta fare un confronto tra la tuta pressurizzata dei moderni astronauti e la tuta messa a punto dai fabbri di Guidonia nel 1937 – spiega il Tenente Colonnello Paola Verde, medico sperimentatore di volo del Reparto Medicina aeronautica e spaziale di Pratica di Mare, vicino Roma -. Lomonaco non aveva una bibliografia cui far riferimento, era soltanto un grande osservatore e descriveva minuziosamente le sue osservazioni e poi le verificava sulle anatre per esempio che nuotavano a lungo sott’acqua in ipossia e poi sugli uomini con i cosiddetti «voli fittizi» in camera ipobarica».

Lomonaco aggiunge il Tenente Colonnello Paola Verde «Era anche un visionario che ben prima della passeggiata lunare provava l’asse di subgravità con delle funi appese al soffitto, infine era un manager capacissimo che persino sotto i bombardamenti del quartiere di San Lorenzo con tremila morti e tutte le strade distrutte riusciva ad organizzare squadre di avieri per poter portare i soccorsi nei posti più irraggiungibili». Nel 1952 è tra i fondatori della Società Italiana di Medicina Aerospaziale, di cui sarà a lungo il presidente ed è il direttore della Rivista Italiana di Medicina Aerospaziale. Nel 1963 organizza il congresso mondiale di medicina aeronautica e spaziale, che proprio quest’anno ritorna in Italia dopo ben 53 anni. Viene ricevuto da Paolo VI che ne apprezza le doti e l’approccio medico-scientifico. Nel 1961 fonda il primo corso di «infermiere dell’aria» e poi nel 1963 la Scuola di Medicina Aeronautica e Spaziale. Nel 1965 riceve l’astronauta John Glenn, il primo americano ad eguagliare Jury Gagarin (foto). Glenn apprezzerà gli studi e gli esperimenti del generale siciliano, considerato a giusta ragione tra i padri della medicina aero-spaziale italiana.

Testo di Vincenzo Grienti
Foto dell´Aeronautica militare