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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 682
RAGUSA - 26/02/2016
Cultura - La personale del pittore comisano ospitata a palazzo Zacco fino al 19 marzo

Quei volti di Salvo Barone sono in "Cerca d´autore"

I quadri presentano sagome ed espressioni che rendono figure anonime pur nella loro concreta fisicità Foto Corrierediragusa.it

Salvo Barone è in «Cerca d’autore». Il pittore comisano è ritornato con una nuova mostra ospitata nelle eleganti sale di palazzo Zacco e la sua personale rompe i suoi più ricorrenti temi di ispirazione. Non ci sono paesaggi o intime atmosfere nei quadri esposti ma personaggi della nostra quotidianità, del vissuto urbano presentati nella loro nudità d’animo. Difficile andare in cerca di somiglianze o di ritratti in questa lunga teoria di facce che emergono dalla tela bianca (nella foto: Sabba n° 2). Salvo Barone ha infatti giocato con loro, ha riassemblato volti ed espressioni dando loro una nuova identità che tende a renderli figure anonime pur nella loro concreta fisicità. Barone vuole rappresentare l’alienazione, il distacco, la lontananza che l’uomo contemporaneo vive e lo fa attraverso uno sfondo che non ha dimensione e tempo ma anche grazie a sguardi che non si incontrano mai, a occhi che guardano nel vuoto, ad una fissità vacua che dice delle difficoltà e delle amarezze della vita quotidiana.

Tanti i rimandi di questa pittura ai classici, dalla ritrattistica fiamminga, sempre presente e cara a Barone, alla tragicità di Francis Bacon o alla freddezza di Lucian Freud. Come scrive Andrea Guastella nella sua incisiva presentazione all’elegante catalogo: «Le figure di Barone cessano di essere ritratti per diventare sagome, ectoplasmi, gusci vuoti, ignoti personaggi in cerca d’autore». Salvo Barone, non c’è dubbio, continuerà la sua ricerca artistica per dare un’anima ai suoi soggetti e recuperare un dolore cosmico perché ci coinvolge tutti.