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RAGUSA - 11/09/2013
Cultura - Mostra permanente delle carte geografiche della collezione di Cesare Zipelli

A Ragusa viaggio lungo 5 secoli con carte geografiche

E’ possibile ammirarle in un’ala del museo della Cattedrale di Ragusa, all’interno di Palazzo Garofalo Foto Corrierediragusa.it

Un viaggio lungo oltre cinque secoli. Al centro vi è la Sicilia, con i suoi confini, i suoi valli, la sua storia, raccontata attraverso le carte geografiche della collezione di Cesare Zipelli, ricercatore, economista e collezionista di origine messinese, ma ragusano d’adozione, che ha custodito per anni questi preziosi ‘gioielli’. Sessanta delle trecento carte geografiche della Sicilia stampate tra il ´500 e l´800 che costituiscono ‘Sicilia Antiqua’, sono esposte, in modo permanente, in un’ala del museo della Cattedrale di Ragusa, all’interno di Palazzo Garofalo, dando così la possibilità ai visitatori di conoscere la trasformazione socio – economica, se non urbanistica dell’isola. «I visitatori mostrano interesse nel costatare come il disegno, ad opera della figura del cartografo, si modifica nel corso dei secoli, – spiega il presidente della Fondazione Doris e Cesare Zipelli, Carmelo Arezzo – ad esempio, rispetto alle prime mappe del’500, quelle dell’800 sono più puntuali, più arricchite nei dettagli, fino ad arrivare a quelle militari, quasi perfette».

La cartografia storica della Sicilia è uno strumento utile per verificare anche il contesto internazionale dell’Isola a tre punte, nonché la sua strategica posizione geografica al centro del mare Mediterraneo, che comprendeva, distribuiti all’intorno, arcipelaghi ed isole, tra cui Malta e Gozo da sempre incluse nell’ambito territoriale, geografico e politico della Sicilia.

La collezione cartografica è un ‘pozzo’ inesauribile di curiosità e dall’indiscusso valore storico che sollecita inconsapevolmente una riflessione sulle origini della propria ‘culla’, fondamento identitario dei popoli che l’abitano e che l’hanno accompagnata attraverso i secoli fino ad oggi. Non mancano, all’interno della collezione, i riferimenti all’araldica e alle vicende delle varie dominazioni che trovano nei ‘cartigli’ (gli stemmi delle famiglie) che decorano le mappe, una lettura storica del nostro territorio.