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RAGUSA - 22/05/2012
Cultura - In occasione del centenario della nascita dello scultore ragusano

Inaugurata a palazzo Zacco la collezione Carmelo Cappello

Nella prestigiosa sede le opere più importanti e preziose dell’artista intrise di mediterraneità
Foto CorrierediRagusa.it

Palazzo Zacco ospita la raccolta civica intitolata a Carmelo Cappello. L’inaugurazione della nuova sede è stata voluta in occasione del centenario della nascita (21 maggio 1912) di Carmelo Cappello, definito lo "scultore d´acciaio".

Erano presenti Nello Di Pasquale, Giorgio Chessari, presidente del Centro Studi "Rossitto", Nino Cirnigliaro, presidente del Centro servizi culturali, l´assessore alla Cultura Sonia Migliore, che hanno organizzato la manifestazione sotto il patrocinio dell´assessorato ai Beni culturali della Regione. Le opere scultoree del maestro Cappello sono state inserite in una scenografia sobria e semplice con elementi naturali e tipici della tradizione iblea.

E’ stato il critico Paolo Nifosì a delineare la personalità umana ed artistica di Carmelo Cappello emigrante dell´arte al Nord ma sempre legato alle sue radici iblee; la sua opera più significativa è il "Freddoloso" che è stato posto al centro di una saletta ad esso specificamente riservata.

Per Paolo Nifosì Nifosì, l’atemporalità delle opere del maestro è la nota saliente, sia nel suo periodo figurativo che nei successivi in cui rivolse la sua attenzione alla scultura di Moore e ancora al costruttivismo russo oppure allo spazio per finire poi alla contiguità/diversità con l´informale di Lucio Fontana. In Cappello si ritrova anche la mediterraneità e la solarità, senza mai dimenticare il mestiere quasi di artigiano, di cui rimangono gli esempi dell´aquila di piazza Libertà o ancora una tomba in pietra asfaltica nel cimitero di Ragusa.

Il tutto, dicevamo, ospitato nella sede definitiva della "Civica raccolta" a palazzo Zacco, uno dei primi esempi di architettura signorile barocca realizzati a Ragusa superiore, sorto nella seconda metà del settecento per volontà del barone Melfi di Sant´Antonio e successivamente acquistato, alla fine del secolo successivo, dalla famiglia Zacco ed inserito nella lista dei 18 monumenti riconosciuti dall´Unesco patrimonio dell´umanità.