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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 338
RAGUSA - 27/05/2012
Cultura - Nella ultima serata ancora grande pubblico con Concita De Gregorio e Gianni Riotta

"A Tutto volume", Stefano Rodotà e l´elogio della morale

Alessandro Di Salvo conferma la 4a edizione a Ragusa ma chiede maggiore supporto alle istituzioni Foto Corrierediragusa.it

Chiusura col botto per «A tutto volume». Concita De Gregorio e Stefanò Rodotà hanno sbancato e la chiesa di S. Vincenzo Ferreri non è riuscita a contenere le oltre mille persone che hanno seguito i due appuntamenti. E’ stata dunque una edizione dai grandi numeri in termini di presenze, di vendite di libri, di qualità delle proposte.

C’è sete di cultura, di confronto, di conoscenza ed il merito della manifestazione è stato quello di intercettare questa richiesta. Alessandro Di Salvo dando appuntamento al prossimo anno ha confermato la scelta di Ragusa ma ha chiesto maggiore supporto agli enti pubblici perché «A tutto volume» ha dimostrato che anche la cultura può avere un effetto moltiplicatore su tutto il tessuto sociale; dalle vendite ai pernottamenti, dalla ristorazione alle visite. E non sarà male anche che gli amministratori locali presenzino ai vari appuntamenti per capire il sentire del pubblico, la domanda che viene dai ceti più disparati su temi cruciali del vivere civile.

Territorio, ambiente, etica, giustizia, trasparenza, sono stati alcuni dei tempi toccati nel corso di «A tutto volume» con testimonianze di livello ma, a parte le presenze rituali, è mancata la classe politica della provincia, quella che dovrebbe ascoltare e metabolizzare i messaggi lanciati piuttosto che lasciarli invece ad un pubblico maturo e sorprendentemente attento. Proprio nell’ultima serata della manifestazione De Gregorio e Rodotà si sono passati il testimone per raccontare un’Italia che perde i suoi punti di riferimento, che rischia il degrado morale e civile per il cattivo esempio di maestri disattenti, privi di valori, vittime del tritacarne mediatico – politico.

Concita De Gregorio lancia l’allarme ma è attenta a non buttare tutto perché ci sono segnali di speranza soprattutto tra i giovani anche se le responsabilità delle famiglie e della scuola sono enormi nell’imbarbarimento della società. Stefano Rodotà con eloquio pacato e mai sopra le righe denuncia, si arrabbia, fa il «moralista». Parola che non considera spregevole ma che invece trova calzante; il moralista è infatti uomo degno, rispettoso della legge, pronto alla denuncia pubblica, che tiene la barra dritta.

Un «hombre vertical» direbbero gli spagnoli e Stefano Rodotà spazia dalla Costituzione alla politica, passando per la mai risolta questione morale che ancora attanaglia il paese che, pur avendo fatto passi avanti, non riesce a liberarsi di questo fardello perché non trova coraggio abbastanza per la denuncia, per inchiodare malfattori e malversatori. «Ho scritto il mio libro per rabbia – dice Rodotà - da Tangentopoli ad oggi, e sono passati venti anni, non è cambiato nulla ed io non ho cambiato la prefazione del mio libro perché è ancora attuale».

Rodotà tuttavia non ha perso le speranze in un paese migliore ed invita tutti ad assumersi pubblicamente le proprie responsabilità. Così si esce dalla palude, si costruisce così il paese che tutti vorremmo, ma per far questo non ci vogliono eroi o moralisti; basta solo essere cittadini a tutto tondo.

(nella foto: Rodotà a dx. intervistato da Roberto Ippolito)


La giornata di sabato:


Una vera e propria «febbre del sabato sera». Da Elio Veltri a Giuseppina Torregrossa, da Giuseppe Ayala a Michele Mirabella per concludere con Mauro Covacich. Roberto Ippolito, direttore artistico di «A Tutto Volume» ed Alessandro Di Salvo, promotore ed organizzatore, sono stati a buon ragione orgogliosi del sabato letterario celebrato nei siti scelti di un centro storico per una volta tornato vivo con gente che ha sciamato dalla Chiesa della Badia al cortile della prefettura per poi dirigersi ai giardini della cattedrale ed a palazzo Garofalo.

I libri insomma uniscono il popolo che legge e la scommessa degli organizzatori dell’evento può dirsi vinta. Momento clou del sabato ragusano l’incontro, condotto da Andrea Vianello con Giuseppe Ayala, che ha ripercorso da par suo, da testimone civile, da magistrato ma anche da parlamentare, 20 anni di guerra di mafia. Non sempre scoperta ma spesso sotterranea con misteri ancora da svelare. Un Ayala per certi versi anche intimo quando ha raccontato al pubblico che ha gremito in ogni angolo il cortile della prefettura alcuni aneddoti professionali e non del suo rapporto con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Nel suo libro «Troppe coincidenze» Ayala parla di mafia e politica ma anche di apparati deviati, giustizia, relazioni pericolose e occasioni perdute. Tra i misteri ancora da chiarire sicuramente il computer di Falcone, con i dati misteriosamente cancellati, o l’agenda rossa di Borsellino, portata via, come poi si è saputo, da un carabiniere di alto grado, fino ad arrivare ad un’analisi dettagliata di quegli anni pieni di contraddizione, con Andreotti che partecipò ai funerali di Lima e non a quelli di Borsellino. Ayala chiude con una denuncia forte che viene dal cittadino innanzitutto «In Italia la giustizia non deve funzionare, questo è chiaro. E’ la vergogna del mio Paese». Quasi un anatema lanciato in un luogo istituzionale come la Prefettura nel cui cortile è stata da anni voluta una lapide in memoria del giudice Falcone.

Più lieve, e non poteva essere che così, l’intervento di Michele Mirabella con il suo provocatorio «Cantami o mouse», un viaggio nel mondo classico e sull’eredità latina che ci appartiene ma di cui spesso ci dimentichiamo. Serata chiusa con l’arte moderna raccontata per immagini e sensazioni da Mauro Covacich che ha fornito al pubblico le sue «istruzioni per l’uso» quando ci si pone di fronte ad un’opera contemporanea.

«Se non avete sensazioni particolari – dice lo scrittore - non preoccupatevi e non cercate spiegazioni. L’opera d’arte deve entusiasmarvi e sedurre come una bella donna per scoprire poi i suoi tanti lati oscuri».

L´incontro con Gian Antonio Stella

Dalle Alpi a Capo Passero si potrebbe dire: Gian Antonio Stella ha attraversato tutta la penisola per parlare di «Assalto alle bellezze d’Italia». La presentazione del suo ultimo lavoro è stata l’apertura di «A Tutto Volume» nella chiesa della Badia, affollata per l’occasione.

Il giornalista veneto, presentato da Roberto Ippolito, è stato accattivante ma duro, spietato nella denuncia raccontata attraverso slide significative sugli scempi perpetrati negli ultimi venti anni sui monumenti e sul paesaggio italiano. Vergogna è stata la parola più ricorrente nella conversazione di Gian Antonio Stella che ha trovato il consenso del pubblico che ha sottolineato con l’applauso gli affondo più incisivi quando ha fatto riferimenti a sindaci palazzinari e cementificatori. Solo due appunti per Gian Antonio Stella; piuttosto che rivolgersi ad un pubblico maturo e sensibile come quello della Badia il giornalista dovrebbe girare per consigli comunali, amministrazioni e giunte locali per far loro capire l’effetto scellerato di compromessi, e perché no contiguità, con il malaffare negli atti decisionali che attengono alla gestione del territorio.

Le slide di Stella parlano anche degli scempi siciliani, da Taormina al Belice, da Menfi a Salemi, ma non toccano la provincia di Ragusa dove ci sarebbe materiale di prima scelta per arricchire il libro denuncia. Stella parla di un paesaggio cementificato, consumato a dismisura con colate di cemento ingiustificabili con l’assenso – silenzio degli amministratori, un paesaggio che ha cambiato i connotati del Bel paese che ha fatto innamorare Goethe, Lawrence, Mounpassant. Il paesaggio, dice Stella, citando Benedetto Croce, si stratifica nei secoli e dà l’identità di una regione, di un paese ma l’Italia è riuscita a cambiarlo. Un paese che non riesce neanche a valorizzare i suoi beni culturali ed i suoi monumenti che vanno in malora; tanti gli esempi citati dalla Reggia di Carditello nel napoletano, alla Cittadella di Alessandria, dalle Cascine dei Medici in Toscana agli scavi di Pompei.

Nonci sono soldi è il refrain, eppure, annota Stella, un investimento sui monumenti, sui beni culturali ha un ritorno moltiplicatore di rilievo come dimostrano gli esempi di Venaria Reale in Italia per non parlare di Bilbao o Lens. La verità amara è che nella classe dirigente manca la cultura del bello, l’educazione ala raffinatezza, la capacità di guardare lontano. Basta guardare le periferie di cemento delle nostre città ed i centri storici abbandonati. Gian Antonio Stella ha il merito della denuncia ma rischia di diventare predicatore inascoltato in un paese che perde giorno dopo giorno il suo Dna.

Il programma dell´evento

GIOVEDI 24 MAGGIO 2012

19.30 Chiesa della Badia Inaugurazione

20.00 Chiesa della Badia Gian Antonio Stella L’assalto alle bellezze d’Italia. Conduce Roberto Ippolito

VENERDI 25 MAGGIO 2012

18.00 Palazzo Garofalo Sala Roberta Raber Chiara Gamberale L’amore quando c’era, Mondadori. Conduce Joseph Pantano

18.00 Ristorante Konza Valerio Rossi Albertini Il futuro dell’energia, Edizioni Ambiente. Conduce Claudio Conti

19.30 Palazzo Garofalo Sala del sapere Marco Cobianchi Mani bucate, Chiarelettere.

Conduce Leonardo Licitra

19.30 Libreria Saltatempo Fabio Geda L’estate alla fine del secolo, Dalai Editore. Conduce Sergio Russo

21.00 Girodivite Winebar Dario Salvatori Pop story, Arcana. Conduce Vincent Migliorisi

21.00 Palazzo Garofalo Sala Roberta Raber Ferdinando Scianna Piccoli mondi, Contrasto. Conduce Elisa Mandarà

22.30 Taberna dei Cinquesensi Davide Enia Così in terra, Dalai Editore. Conduce Vincenzo Cascone

SABATO 26 MAGGIO 2012

18.00 Palazzo Garofalo Sala Roberta Raber Elio Veltri e Francesco Paola I soldi dei partiti, Marsilio. Conduce Antonio Nicosia

18.00 Antica Badia Hotel Giuseppina Torregrossa Panza e prisenza, Mondadori. Conduce Gaudenzia Flaccavento

19.30 Cortile della Prefettura Giuseppe Ayala Troppe coincidenze, Mondadori. Conduce Andrea Vianello

19.30 Palazzo Garofalo Sala del sapere Riccardo Staglianò Toglietevelo dalla testa, Chiarelettere. Conduce Corrado Presti

21.00 Giardino della Cattedrale Michele Mirabella Cantami o mouse, Mondadori Conduce Antonio La Monica

21.00 Libreria Paolino Emanuele Trevi Qualcosa di scritto, Ponte alle grazie. Conduce Tullia Giardina

22.30 Taberna dei Cinquesensi Rocco Moliterni Parlami d’amore ragù, Electa. Conduce Roberta Corradin

22.30 Palazzo Garofalo Sala Roberta Raber Mauro Covacich L’arte contemporanea spiegata a tuo marito, Laterza Conduce Maria Giovanna Italia

DOMENICA 27 MAGGIO 2012

10.00 Gelati Divini Colazione con gli autori

11.30 Santa Teresa Ginevra Bompiani La stazione termale, Sellerio. Conduce Giuseppina Torregrossa

11.30 L’isola nell’isola Bruno Gambacorta Eat Parade, Vallardi. Conduce Carlo Ottaviano

18.00 Teatro Donnafugata Ben Pastor Lumen, Sellerio. Conduce Giuseppe Traina

18.00 Circolo di conversazione Gianni Riotta Le cose che ho imparato, Mondadori. Conduce Giuseppe Pitrolo

19.30 Santa Teresa Concita De Gregorio Così è la vita, Einaudi. Conduce Giuseppe Traina

21.00 San Vincenzo Ferreri Stefano Rodotà Elogio del moralismo, Laterza. Conduce Roberto Ippolito

22.30 San Vincenzo Ferreri Brindisi finale

Per maggiori informazioni visitate il sito www.atuttovolume.org


Nella foto sotto, Ippolito e Di Salvo