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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 691
POZZALLO - 14/07/2014
Cultura - E’ stata una straordinaria figura, allievo del canonico Spadaro

Valente Assenza pittore del sacro e della luce

Nella sua città natale ha lasciato opere bellissime e modernissime nel Santuario di S.Maria delle Grazie, nella chiesa di S.Anna e nel duomo di S.Pietro Foto Corrierediragusa.it

L´ attività artistica di Valente Assenza nel centenario della nascita (1914-1998) e´ stata al centro di un´ interessante mostra-convegno organizzata dal Comune di Pozzallo. Si tratta di una straordinaria figura di pittore che insieme ai fratelli Beppe ( 1905-1985 ) ed Enzo ( 1915-1982 ) testimonia l´alto livello figurativo,plastico e cromatico raggiunto dalla "scuola modicana" fondata dal canonico Orazio Spadaro tra le due guerre. Di questa "scuola" da tempo la Fondazione Grimaldi (che ho l´onore di presiedere) sta cercando di metterne in luce i protagonisti e l´assoluto valore espressivo, allo scopo di riscoprire pagine ancora poco conosciute della ricchezza intellettuale dell´area iblea.

In primo luogo la biografia culturale e umana di Valente Assenza e´ segnata in modo indelebile dall´esperienza unica di una famiglia legata da affetti profondi e unita dall´amore per l´arte. Il padre Giorgio ( 1876-1946 ) fu un bravo decoratore/stuccatore che ha lasciato buone tracce di se in diverse chiese della Diocesi netina, nei restauri della Prefettura di Siracusa e come compositore di scenografie per le rappresentazioni classiche dell´Inda. A Pozzallo apri´ agli inizi del Novecento il primo studio fotografico e a Modica Alta nel 1915 inauguro´ il laboratorio d´arte "Venus". A Pozzallo subentrò nello studio di fotografia il fratello Antonino, altro personaggio "creativo" che avrebbe dato continuità plurigenerazionale agli Assenza-fotografi e documentaristi d´eccezione della città marinara. La mamma Angela era la sorella di Orazio Spadaro, lo zio-canonico che nel suo atelier di via Garibaldi a Modica avvio´ i tre fratelli Assenza al fascino misterioso della luce e dei colori, insieme ad altri giovani talenti come Tanino Napolino, Giuseppe Malandrino, Giuseppina Frasca Spada e tanti altri artisti meno noti.

Beppe, il primogenito, fu spinto dallo zio a farsi conoscere a Milano e a Roma, dove poté contare sull´amicizia di Vitaliano Brancati ( che aveva studiato a Modica ), prima di intraprendere una strepitosa carriera pittorica in Germania nel segno dell´ antroposofia di Rudolf Steiner. Il carattere più "speculativo" e incline alla dimensione filosofica fu certamente incoraggiato dalla frequentazione col nobiluomo modicano Saverio Polara, il "barone rosso" ( per le sue idee socialiste ), che per primo lo introdusse ai temi dell´ occultismo, dell´esoterismo e del panteismo religioso. Come fratello maggiore Beppe si oppose nel 1932 alla decisione di Enzo e Valente di tentare la fortuna a Roma. . Fu però una resistenza vana, anzi dopo qualche anno tutta la famiglia si sarebbe riunita proprio nella capitale, mantenendo sempre una saldezza inossidabile di legami umani e artistici.

A Roma Valente e Enzo con i pochi risparmi portati da Modica (appena 2500 lire) trovarono iniziale ricovero in una stamberga su Monte Mario, finché il caso volle che ad ammirare i loro quadri fosse lady Kemp, una miliardaria americana che rimase colpita soprattutto da una drammatica "Crocifissione" a carboncino realizzata a quattro mani dai fratelli. La Kemp era amica di lady Egerton, dama di corte della Regina Elena, che organizzo´ nel 1933 a villa Torlonia una mostra per giovani artisti a cui furono invitati Valente ed Enzo. Si tratto´ di un successo inaspettato : le opere esposte dai due pittori siciliani vennero acquistati in blocco dalla Regina, che assegno´ loro una borsa di studio per frequentare l´ Accademia di Belle Arti e uno studio attrezzato sulla via Flaminia. L´anno dopo ancora insieme Valente ed Enzo parteciparono alla grande mostra allestita al Quirinale per celebrare le Medaglie d´ oro della prima guerra mondiale, e in quell´ occasione Valente vinse ex-aequo il primo premio per la pittura ed Enzo quello per la scultura. Virtù e fortuna si congiunsero per decretare l´affermazione della loro arte.

La chiamata alle armi nel 1935 interruppe anzitempo la "belle epoque" romana. Enzo evito´ la leva militare ( grazie ai buoni uffici del barone Polara ), ma nelle terre desertiche e assolate della Libia e dell´Etiopia tocco´ a Valente sperimentare il volto imperialista e dittatoriale del Fascismo. Il suo inedito "Diario d´ Africa" ( recentemente ritrovato dalle figlie Eliana ed Angela ) documenta la drammatica esperienza consumata nell´ inutile guerra coloniale del Regime. Per sopravvivere a quell´ inferno di violenza e di morte, tra marce forzate e battaglie sanguinose (Macallè, Amba Alagi ) Valente dipinge di tutto su povere pezze di tela e stracci : i volti dei suoi compagni scavati dalla fame e dalla fatica, scene di vita e paesaggi, autoritratti, come unica via di fuga dalla tragica realtà e speranza di un incerto futuro. Il racconto e i disegni dei feriti senza soccorso e finiti a fucilate da nostri stessi soldati per non prolungarne le sofferenze restano tra le testimonianze più agghiaccianti che smentisce le bugie della propaganda fascista.

Nell´ Italia del secondo dopoguerra Valente dovette a fatica riemergere come pittore affermato. Adesso non c´erano Re e Regine ne´ gerarchi protettori, e il Nostro trovo´ lavoro come grafico all´ Ansaldo di Genova e poi come insegnante di Disegno in Campania ed infine nei dintorni di Roma. Accanto alla ritrattistica (attori famosi, diplomatici , aristocratici) cominciava soprattutto la lunga e produttiva fase della pittura sacra che ha reso ancora più estesa la fama artistica di Assenza. Le sue pale d´altare, i ritratti di Santi e Madonne, i soggetti sacri dipinti con eccezionale accuratezza e studio delle Sacre Scritture meriterebbero una monografia specifica. Nella sua città natale ha lasciato opere bellissime e modernissime nel Santuario di S. Maria delle Grazie , nella chiesa di S.Anna e nel duomo di S.Pietro. Qui le due grandi tele ai lati dell´ altare maggiore e raffiguranti "Il martirio di S.Pietro" e "La pesca miracolosa" esprimono al meglio l´arte di Assenza per purezza di linee stilizzate e di effetti cromatici . Un identico effetto di colore, luce e figure che si rinnova nella splendida "Apoteosi di S.Giovanni " nell´omonima chiesa a Pozzallo. Capolavori insuperati della pittura italiana contemporanea.

(nella foto: il bronzo di S. Rita)