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MODICA - 08/05/2010
Cultura - Modica: la platea affascinata dalle sonorità del chitarrista americano

La raffinata esecuzione di Kurt Rosenwinkel

Il giovane musicista di Phipladelphia ha offerto una indimenticabile lezione di stile Foto Corrierediragusa.it

Un’esecuzione raffinata e di raro equilibrio quella di Kurt Rosenwinkel (nella foto), che ieri sera ha dato l’ennesima prova della sua inconfondibile classe e della sua maturità artistica, chiudendo con un concerto di gran livello una eccellente stagione di musica: quella della Fondazione Teatro Garibaldi di Modica, che archivia così la prima fase della propria programmazione per il 2010. Il bassista Eric Revis e il batterista Kendrik Scott (che ha sostituito Rodney Green, originariamente previsto nel trio) sono stati formidabili partner di Rosenwikel in questa impeccabile performance che è stata anche l’unica tappa nel sud Italia nel suo tour europeo.

Il giovane musicista di Phipladelphia ha offerto una indimenticabile lezione di stile, all’altezza della fama che lo propone oggi come il più grande chitarrista del mondo, sicuramente per la sua generazione. Sin dal suo esordio, da giovanissimo, come sideman di Gary Burton, poi di Joe Henderson e soprattutto di Paul Motion, fino alla sua affermazione come band leader, la critica internazionale lo ha apprezzato per il suo profilo di sperimentatore e innovatore dello strumento, capace di affiancare ad una tecnica impeccabile anche una ricerca del suono del tutto particolare.

Il trio guidato da Kurt Rosenwinkel ha proposto ieri sera alcuni dei brani del suo ultimo lavoro discografico, «Reflections», e alcuni standard jazz rielaborati in modo personalissimo e valorizzati in un impeccabile interplay di gruppo, un interscambio avvincente e armonioso di protagonismi e influenze reciproche che ha reso preziosa ogni esecuzione: in apertura un omaggio all´organ trio di Larry Young con «Back up», poi un omaggio a Thelonius Monk e ancora un affascinante repertorio di standard che per oltre un’ora e mezza ha sapientemente combinato momenti di grande ritmo a sonorità mansuete e addirittura struggenti.

«Non poteva esserci chiusura migliore –dichiara il Sovrintendente della Fondazione Teatro Garibaldi Giorgio Pace- per una rassegna jazzistica di altissimo livello con la quale quest’anno siamo riusciti a proporre il Teatro Garibaldi come autorevole location per la musica live nel sud est siciliano. Con artisti del calibro di Eddie Gomez, Maria Neckam, Salvatore Bonafede, Roberto Gatto e Fabrizio Bosso, solo per citarne alcuni, abbiamo innanzitutto restituito al nostro Teatro la dimensione artistica che gli è più appropriata, quella di vero e proprio tempio della musica, e siamo riusciti ad attirare un pubblico vastissimo in ambito regionale. Abbiamo così intrapreso un importante percorso di riposizionamento del Teatro Garibaldi in un più ampio contesto culturale e territoriale, a portarlo fuori dalla periferia e ad inserirlo nei più interessanti circuiti artistici.»