Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 650
MODICA - 28/03/2010
Cultura - Modica: l’ultima fatica letteraria del giornalista modicano

Pisana sull´ultimo trentennio di Modica, si stava meglio

I problemi della città hanno radici profonde Foto Corrierediragusa.it

Domenico Pisana (nella foto) fissa la storia della città del periodo 1980 2010 nel suo «Modica in un trentennio». Pisana presenta la sua opera come un lavoro di volontariato, di testimonianza di un cittadino che vive ed ama la sua città di cui ha vissuto passioni e battaglie politiche sia nel ruolo di giornalista ma anche in quello di attore della vicenda civile.

Per Giuseppe Barone, che ha presentato il libro al teatro Garibaldi insieme ad Angelo Di Natale, Domenico Pisana riesce a dare equilibrio, a mantenere la giusta distanza da fatti ed eventi ancora troppo vicini perché possa essere scritta la storia anche perché, come ha sottolineato lo stesso autore, la documentazione a disposizione è stata parziale e molto resta da consultare.

Il libro si presenta in una elegante veste tipografica con copertina di Piero Guccione e si svolge su poco più di 600 pagine; lavoro dunque corposo che ha il merito di essere tuttavia di facile approccio e lettura visto che l’autore divide questi trenta anni in tre differenti e ben netti periodi. Quelli della prima Repubblica, ovvero dal 1984 al 1192 con il cosiddetto periodo dell’alternanza a palazzo S. Domenico quando Ignazio Agosta, socialista, rompe il blocco Dc e porta una ventata nuova sia in termini politici che amministrativi; una nuova classe dirigente , tra cui il futuro onorevole Drago, ma poi man mano il riflusso con una instabilità cronica con ben undici amministrazioni.

Ci sono poi i nove anni di sindacatura di Carmelo Ruta, eletto dal popolo, che comincia a risanare un debito consolidato, che avvia una nuova stagione culturale, che pone le basi perché Modica assuma un ruolo turistico di attrazione nel panorama siciliano, riavvia le opere pubbliche fermi da un decennio anche se non le completa. Dal 2002 al 2008 si colloca il periodo di Piero Torchi sindaco, che riprende e valorizza l’idea della città turistica, con tanto di riconoscimento Unesco; un sindaco che fa «un teatro» della città, dice Giuseppe Barone, che tende a valorizzare le risorse locali ma che per Giuseppe Barone dimentica di gestire al meglio il territorio lasciando da parte un piano regolatore che sembrava arrivato al punto di adozione.

C’è un debito pubblico che affonda le sue radici negli anni a conduzione Dc e che non si riesce a debellare. Ad Antonello Buscema ed alla sua coalizione Pd MPa tocca il compito di rientrare, Modica è oggi una città che ripensa se stessa ed il suo ruolo ma nella quale, nota Barone, si vive un bel clima culturale, una città che vuole riappropriarsi della propria identità. Modica, conclude Domenico Pisana, è oggi in cammino con molte questioni aperte ed irrisolte.