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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 682
MODICA - 17/09/2009
Cultura - Modica: presentato il "De epidemica lue", relazione medica che descrisse i tragici eventi

Come Modica debellò la peste grazie alla Madonna

Il libro è stato presentato per l’occasione della inaugurazione del santuario alla presenza del sindaco Antonello Buscema, del vicario foraneo Umberto Bonincontro, degli studiosi Giuseppe Barone, Antonio Sichera e Giorgio Colombo

«E l’aere andò purificandosi dell’arsenicale veleno». Fu così che Modica debellò la peste nell’autunno del 1709 dopo che la morte colpì seimila persone su una popolazione residente di 18mila. Il 15 settembre di quell’anno una solenne processione in cui spiccava la presenza dei vari ordini religiosi della città percorse le vie principali della città per invocare l’intercessione della Madonna,patrona della città, che appunto da quella occasione si chiamò delle Grazie. Non fu dunque solo la ricerca e la bravura dei medici a sconfiggere la peste ma l’intervento miracoloso della Madonna delle Grazie, un misto di scienza e religiosità.

Gli eventi di tre secoli fa sono stati raccontati nella relazione medica «De epidemica lue» del 1719 scritta da Francesco Matarazzo che è stata tradotta dal latino da Giuseppe Raniolo. Il libro è stato presentato per l’occasione della inaugurazione del santuario alla presenza del sindaco Antonello Buscema, del vicario foraneo Umberto Bonincontro, degli studiosi Giuseppe Barone, Antonio Sichera e Giorgio Colombo.

Affollato il salone del santuario che ha fatto da cornice alla premiazione di Giuseppe Raniolo, 87 anni, studioso di storia locale, autore di vari libri sulle consuetudini della Contea di Modica, che nonostante l’avanzata età si è cimentato con una traduzione non semplice dal latino per via dei tanti termini scientifici. Allo studioso il sindaco ha offerto la statuetta dell’Ercole di Cafeo per i meriti conseguiti nella sua attività di ricercatore e scrittore.

L’opera di Giuseppe Raniolo colma un vuoto di informazioni nella storia della città e fa capire come e perché nasce e si consolida nei secoli la venerazione della Madonna delle Grazie. «Si tratta di un’opera fondamentale - spiega il professore Giorgio Colombo - di rigore scientifico, che illustra in 250 pagine le cause e la natura della terribile epidemia pestilenziale esplosa a Modica nel 1708-9, preannunziata da molteplici sintomi sempre più emergenti nei tre anni precedenti.

Ma lo studioso Francesco Matarazzo, Archiatra del Regio Stato di Modica, membro eminente del gruppo di scienziati che diedero vita, tra ‘600 e ‘700, alla Scuola Medica Modicana, passa contestualmente in rassegna le ricerche degli scienziati che nel corso dei secoli, e in particolare nel ‘600, hanno effettuato studi e ricerche approfonditi sulle pesti e sulle febbri epidemiche: si ha pertanto, con il «De epidemica lue», un vero trattato di storia della medicina grazie alla consultazione di 50 studiosi italiani ed europei consultati dal Matarazzo». Nonostante medico e scienziato Francesco Matarazzo riconosce l’intervento prodigioso della Madonna nell’individuazione dell’efficace antidoto per debellare la febbre.