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Venerdì 24 Novembre 2017 - Aggiornato alle 11:27 - Lettori online 741
MODICA - 11/06/2017
Cultura - Lectio magistralis di Valerio Massimo Manfredi, docente e divulgatore dell’antichità all’auditorium Floridia

Il mito di Eracle: eroe popolare per eccellenza

Il suo mito tocca tutto il mondo antico e raggiunge anche la Sicilia dove è venerato Foto Corrierediragusa.it

Eroe popolare pronto a tuffarsi in imprese anche impossibili. Eracle appartiene alla civiltà occidentale che sull’epica dell’eroe ha costruito il mito. Non importa quanto di fantasia o realtà ci sia nel figlio di Zeus ed Alcmena perché, come ha detto Valerio Massimo Manfredi (foto) nella sua lectio magistralis tenuta all’Auditorium Floridia, «Noi lo vogliamo bene. Come fosse Babbo Natale o la Befana». Lo studioso, scrittore e popolare divulgatore del mondo antico è partito dalla genesi di Eracle, figlio di un amore proibito del padre degli Dei. Già la sua nascita è avvolta nel mito perché appena in fasce Eracle uccide due serpenti strangolandoli. E’ così che il mito comincia ad alimentarsi ed Eracle nei suoi innumerevoli combattimenti e nelle sue battaglie emerge sempre vincitore, sempre dalla parte dei giusti, difensore dei valori del popolo e del territorio.

Le sue dodici fatiche, cui fu condannato da Euristeo, suo cugino, re di Tirinto e Micene, come pena per avere sterminato la famiglia a causa di un’ira provocatogli da Era, moglie di Zeus, sono esemplificative e lo hanno consegnato alla letteratura e alla storia di tutti i tempi. Le sue imprese rimangono mitiche perché legate a prove terribili che supera con forza terrificante e ingegno. Di fronte al bivio tra il piacere e il dovere sceglie il dovere, il sacrificio. Personaggio dunque tragico che viene in soccorso anche del titano Prometeo, incatenato sui monti del Caucaso per aver dato il fuoco agli uomini, liberandolo dalle catene.E’ un altro episodio legato alla vita di Eracle che ha spesso simboleggiato la lotta del progresso e della libertà contro il potere costituito.

La fama di Ercole e la mitologia che l’accompagna è da sempre un riferimento delle arti soprattutto del teatro classico e sono tanti popoli che lo hanno venerato rinsaldandone la fama dell’eroe. Anche la Sicilia entra a pieno titolo nella vita dell’eroe. Perché qui Eracle è venerato e il ritrovamento della statuetta bronzea dell’Ercole di Cafeo, avvolto nella leontea, custodita nel museo civico, è testimonianza di devozione e culto. «Dove c’è culto –ha detto Valerio Massimo Manfredi- c’è popolo e quindi civiltà». Eracle, eroe del mondo antico, invincibile e autocondannatosi alla morte lanciandosi nel fuoco in segno di purificazione per i misfatti compiuti contro la sua famiglia, ci appartiene perché, in fondo, condensa in sè il nostro anelito per la libertà e la giustizia contro i forti e la debolezza dell’uomo.