Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 948
MODICA - 14/07/2015
Cultura - Il "Fascino della Cava" ripercorre i passi dei viaggiatori del ’700 e del secolo successivo

Quando il "Grand Tour" degli inglesi toccava Cava Ispica

Susan Clarke ha il merito di avere riproposto libri, disegni, appunti originali con una bibliografia curata ed esaustiva Foto Corrierediragusa.it

Il fascino della cava, dei suoi sentieri, della sua flora, delle pareti ripide, degli aggrottamenti, della natura selvaggia. Cava d´Ispica ha affascinato il turismo d´elite d´Europa alla fine del ´700 e nel secolo successivo e quella magia che proviene da questo grande canyon, abitato nella preistoria, si è conservato fino ai nostri giorni. Susan Clarke, docente inglese da tempo radicata nel sud est siciliano, ha fatto a ritroso un viaggio nella Cava d´Ispica insieme ai suoi più famosi conterranei che nel corso degli anni hanno inserito nel loro "Grand tour" d´Europa il parco archeologico del sud est siciliano nel loro itinerario.

Non era certo facile raggiungere questa parte della Sicilia per chi arrivasse con la nave a Palermo o a Catania, eppure a dorso di mulo attraversando mezza Sicilia i viaggiatori inglesi non demordevano. Per loro era il fascino della scoperta, di un mondo lontano e unico. Il merito di Susan Clarke è di avere raccolto testimonianze e scritti autentici grazie ad una ricerca bibliografica puntuale dalla quale si evincono punti di vista, descrizioni e anche disegni originalissimi. Lo studioso e antiquario, Sir Richard Colt Hoare, è il primo a documentare nel suo "Recollections abroad" nel 1790 lo stato dei luoghi dopo un lungo viaggio a cavallo. L´autrice è andata poi a rintracciare i disegni prodotti proprio dal nobiluomo inglese ed esposti oggi nella casa di famiglia nella contea del Wiltshire. Fanno bella mostra di sè il "Castello" e alcune abitazioni scavate nella roccia. Quasi 50 anni dopo, siamo nel 1847, tocca ad un esponente di spicco del mondo letterario inglese, Edward Lear, autore del "Book of Nonsense" illustrare con schizzi e disegni la Cava pur non fornendo un resoconto storico o archeologico dei luoghi. I deliziosi disegni di Lear riguardano anche il centro storico di Modica dove sotto il convento di S. Domenico spicca uno dei ponti che attraversavano la città e sullo sfondo la rupe del castello.

Il nome di Cava Ispica viene poi inserito in una guida ufficiale di lingua inglese da George Dennis, console britannico a Palermo che parla del "grande fascino di questo glen con il suo aspetto altamente pittoresco e nel magnifico panorama di rocce, bosco e acqua". Siamo già nel 1870 e il sito è ormai conosciuto dai viaggiatori colti e curiosi che attraversano la Manica e cercano i luoghi più suggestivi del Meridione. Dal secondo ´800 in poi tanti altri viaggiatori, tante altre guide, tanti altri racconti si sono susseguiti ad uso e consumo dei lettori di lingua inglese e Susan Clarke riesce a dare un panorama ampio ed esauriente della letteratura sulla cava. "Il Fascino della Cava" (nella foto), pubblicato in versione italiana e inglese, è punto di partenza oggi per ogni ricerca che si volesse intraprendere. Originale, agile e ben strutturato, senza fronzoli ed asciutto come si conviene a chi cerca fatti, date, riferimenti storici e bibliografici. Un lavoro che parla del passato ma servirà per il futuro.