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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 662
MODICA - 23/05/2015
Cultura - Pregevole mostra all’ex convento del Carmine per festeggiare gli 80 anni del maestro

Piero Guccione, 80 tele per raccontare la sua arte

All’auditorium "Pietro Floridia" un pubblico di artisti, amici, rappresentanti degli istituzioni hanno a lungo applaudito l’artista sciclitano Foto Corrierediragusa.it

Per Franco Battiato è "la perfezione", per Marco Goldin è "l´assoluto", per Paolo Nifosì "la meraviglia del mondo". L´arte di Piero Guccione (nella foto) risalta a tutto tondo nella mostra ("Lo stupore e il mistero del Creato") che Modica ha dedicato al maestro nel pregevole ex Convento del Carmine dove sono ospitate ottanta tra le opere più significative che Piero Guccione ha dipinto nei suoi 50 anni di carriera. L´omaggio non è stato casuale perchè cade a poche settimane dell´80mo compleanno del maestro che da un trentennio si è insediato nella campagna modicana, il suo buon retiro da dove ha tratto quotidiana ispirazione tra luci, colori e profumi della campagna e la luce e i luccichii del mare di Sampieri. L´inaugurazione della mostra è stata preceduta dal doveroso e affettuoso saluto che la città ha voluto tributare al maestro nell´attiguo auditorium "Pietro Floridia" dove erano presenti autorità, artisti, personalità del mondo della cultura, cittadini, e soprattutto molti dei collezionisti che hanno reso possibile l´allestimento di una mostra unica, almeno per la Sicilia. Ottanta tele, tra oli e pastelli, che testimoniano le varie fasi del´arte di Piero Guccione, dal suo ultimo periodo romano degli anni 70´ ai giorni di contrada Quartarella dove il maestro ha allestito il suo studio e dove per un trentennio ha lavorato in modo severo e diuturno per una produzione artistica di grande raffinatezza e perfezione. I suoi mari, i suoi colori, e da ultimo il suo cielo che tende all´infinito, sono la sintesi della perfezione come ha voluto rimarcare nel corso del breve ma intenso intervento l´amico Franco Battiato, intervenuto all´appuntamento chiudendo le riflessioni affidate ai critici Paolo Nifosì e Marco Goldin che di Piero Guccione hanno indagato l´intimità artistica e l´ispirazione profonda.

Non da meno la testimonianza di Tonino Cannata, amico e collezionista, cui si deve l´idea e la prima spinta affinchè la mostra si realizzasse anche a seguito di una ricerca tra i vari collezionisti italiani che hanno avuto il piacere di contribuire all´omaggio all´artista. Piero Guccione, schivo e parco come è sempre stato, ha raccolto il lungo applauso finale tributato ad uno degli interpreti più autentici della pittura contemporanea che trova nell´assoluto e nella atemporalità dei temi e della pittura il suo zenith e lo consegna ai grandi dell´arte moderna.

La mostra resterà aperta fino al 22 luglio presso il Convento del Carmine in piazza Matteotti. La visita è gratuita e gli orari sono 10-20 dal lunedì al giovedì, 10-22 dal venerdì alla domenica.