Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 1206
MODICA - 13/03/2015
Cultura - Sarà la mostra più ricca finora tenuta nell’area iblea con oltre 70 opere esposte

Antologica di Piero Guccione per gli 80 anni del maestro

Si terrà nell’ex convento del Carmine in piazza Matteotti. L’inaugurazione il 22 maggio Foto Corrierediragusa.it

Sarà inaugurata il 22 maggio l´antologica del maestro Piero Guccione (nella foto) presso l’Ex Convento del Carmine in Piazza Matteotti Saranno esposte circa settanta opere, in occasione del suo 80mo compleanno. Curatore scientifico della mostra è Paolo Nifosì, con la collaborazione di Andrea Guastella, Il coordinamento organizzativo è affidato a Tonino Cannata. La mostra per completezza e rappresentatività è la più significativa che si sia mai svolta in area iblea. Le settanta opere riguardano l’attività del pittore dai primi anni 60´ ad oggi e copre cinquant’anni del suo lavoro. Non è facile mettere assieme un’antologica del genere dato che tutte le opere dell’artista sono di collezionisti privati e provengono da tutt’Italia.

La mostra che Modica dedica nella ricorrenza degli 80 anni di Piero Guccione vuole essere una testimonianza sintetica e certamente non completa della sua attività, la cui «varietà dei soggetti è eroica» a quanto scrive Susan Sontag nel 1984, nella fase centrale del suo procedere, e da quel momento molte cose sono accadute per confermare ancor di più l’affermazione della Sontag. Nella mostra modicana saranno rappresentate tutte le fasi della sua esperienza. Dalle opere dei primi anni Sessanta in cui si individua la sua autonomia linguistica.

Guttuso osserverà che nella pittura di Piero si avverte « il bisogno di partire dalle cose». Da quel momento la sua sarà una pittura visiva e la scelta sarà la figurazione. Si possono ricordare a tal proposito i Giardini, le Antenne i Riflessi sulla Wolkswagen. Guccione procederà per cicli pittorici. Alla fine degli anni Sessanta il ciclo degli Aeroporti con uno spazio che si avverte come metafisico ed hopperiano. Intorno al 1970 comincia il lento cammino per il ritorno in Sicilia. Comincia a dipingere il mare che osserva dalla casa di Punta Corvo, tra Cava d’Aliga e Sampieri, ed il mare sarà sempre più protagonista nella sua pittura, con parallele incursioni verso altri temi dovuti alla scoperta della natura. L’attenzione all’Ibiscus, del suo giardino con le piccole palme, contestualmente all’uso del pastello. Le influenze di maestri quali Bacon e Munch lentamente scompaiono e la natura è dipinta con inedite immagini sia nell’affrontare il tema del mare sia nei cicli dei pastelli che si infittiscono negli anni Ottanta: due i cicli dedicati al Carrubo, uno dedicato alla Malinconia delle pietre e uno a Friedrich. Un attenzione a Bacon con una serie di disegni del ritratto dell’artista e un’attenzione a Matisse con opere dedicate a Matisse e la modella. Sia il mare che gli altri temi sono occasioni per esprimere sentimenti vari dalla solarità e dallo stupore difronte alla bellezza, alla malinconia, all’indignazione di un paesaggio aggredito, L’area iblea diventa sempre più il luogo degli accadimenti anche letterari e musicali. E’ il caso di ricordare il ciclo di pastelli su Norma, sulla Cavalleria rusticana e sul Tristano ed Isotta. L’occasione del restauro del teatro Garibaldi determinerà una serie di pastelli dedicati al carrubo, alla Chiesa di San Giorgio e ad alcuni d’après.

Se il mare e il paesaggio ibleo sono temi centrali, dagli anni Ottanta comincia l’altro grande percorso di Guccione sarà l’attenzione per le opere d’arte dei classici dal Rinascimento all’Ottocento, con una continua ed ininterrotta reinvenzione di opere d’arte da Masaccio, a Michelangelo, a Caravaggio,per citarne solo alcuni di un lungo elenco. Gli ultimi quindici anni continueranno ad essere dedicati al mare e parallelamente ai d’après. Il tema del mare nell’analizzarlo dai primi dipinti a questi ultimi fa registrare i mutamenti che nella sua pittura avvengono, il lavoro ossessivo e di lunga durata su pochi oli e un continuo cambiamento nel modo di rappresentarlo per rendere tensioni e complesse e sovrapposte emozioni, per raggiungere nelle ultime opere una serena contemplazione affidata alla luce nelle sue possibili variazioni durante il giorno e durante le stagioni per dipingere il cielo, lo spazio infinito e quanto di simbolico quello spazio può contenere.