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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 1374
MODICA - 30/06/2014
Cultura - Presentato "Il fascino della Cava. La storia di viaggiatori inglesi a Cava d’Ispica" di Susan Clarke

Il Grand Tour dei viaggiatori inglesi a Cava Ispica

Il volume rappresenta anche un appello forte alle istituzioni pubbliche a valorizzare l’ immenso patrimonio archeologico della Cava d’Ispica Foto Corrierediragusa.it

Nel corso del 18mo secolo cambia il modo di fare turismo in Europa. Per secoli gli itinerari dei viaggi avevano avuto come meta preferita il circuito religioso dei grandi santuari dove ottenere grazie ed indulgenze. Nell´età dell´Illuminismo i viaggiatori cominciano a preferire le città d´arte e le località esotiche del Mediterraneo . L´obiettivo del Grand Tour, infatti, diventa ora una più completa formazione culturale attraverso il contatto diretto con le civiltà del passato e con i monumenti dell´ età greca e romana. Gli Inglesi soprattutto, ma pure Francesi , Olandesi, Russi e Tedeschi scelgono l´Italia come meta obbligata del viaggio culturale; nobili e borghesi, artisti e scrittori, sono i primi turisti che percorrono le "cento città" italiane per visitare le vestigia dell´antichità classica e comprare libri, monete, opere d´arte d´antiquariato.

Nella seconda metà del Settecento gli scavi di Pompei ed Ercolano attirano i primi flussi di viaggiatori nel Regno di Napoli, ed anche la Sicilia viene presto scoperta per essere un concentrato di tutte le civiltà che avevano dato vita alla società occidentale. Fascino dell´ antico e gusto dell´esotico spingono giovani rampolli e intellettuali affermati a percorrere l´ isola alla ricerca di reperti archeologici e squarci di incontaminata natura. L´Etna e Taormina, Segesta e Selinunte, Agrigento e Siracusa sono percepiti come luoghi del mito e dell´immaginario collettivo. Paine Knight, Swinburne,Vivant Denon, il pittore Jean Houel, Herman Von Riedsel, Patrick Brydone, il musicista Brahms, Friedrich Munter, lo scrittore Wolfang Goethe e tanti altri personaggi sbarcano nei porti dell´ isola e si addentrano lungo le "regie trazzere" , sostando in locande e "fondaci" poco raccomandabili pur di entrare in contatto diretto con le testimonianze della classicità , con le rovine di un passato lontano ma ancora vivo.

Susan Clarke e´ una bravissima docente di Lingua inglese da tempo residente a Modica, che ha pensato di dedicare un libro ai suoi connazionali viaggiatori nell´area iblea. Il volume appena pubblicato, "Il fascino della Cava. La storia di viaggiatori inglesi a Cava d´Ispica", ha il pregio della ricerca scientifica e di una tersa scrittura che permette al lettore di scoprire personalità raffinate come Richard Colt Hoare, George Russell, William Henry Smith, Richard Duppa, il marchese d´ Ormonde, Edward Lear, John Proby, George Dennis, attenti visitatori dello spettacolare "Canyon" ibleo ed osservatori partecipi del paesaggio urbano di Modica a cavallo tra XVIII e XIX secolo. Contrariamente alla tesi finora prevalente di un sostanziale isolamento dell´ex Contea, che sarebbe stata tagliata fuori dai flussi turistici per mancanza di strade, l´autrice riesce a dimostrare come anche il versante sud-est dell´isola sia inserito pienamente negli itinerari del Grand Tour ed apprezzata meta di viaggio.

L´originale lavoro della Clarke consente di osservare lo straordinario scenario naturalistico e archeologico della Cava attraverso gli occhi e la penna di testimoni d´eccezione , che ci hanno tramandato resoconti di prima mano e inediti scorci visivi grazie agli schizzi e ai disegni dei luoghi visitati. Richard Colt Hoare, ad esempio, non solo inaugura nel 1790 la pattuglia dei visitatori britannici, ma ci fornisce una precisa descrizione delle necropoli, della sua ispezione alla chiesa rupestre della Spezieria, riportando nel diario di viaggio le rarissime iscrizioni greche rinvenute ( oggi scomparse ) e registrando i reperti delle grotte della Larderia e del Castello. Lo stesso gentiluomo ci ha lasciato un prezioso ricordo del suo soggiorno a Modica, dell´ ospitalità ricevuta dal "segreto" della città don Giuseppe Montalbano, dell´antico eremo mariano di Monserrato da dove ammira il panorama dei palazzi signorili e delle chiese appena riedificate dopo il sisma del 1693. Anche del paesaggista e poeta Edward Lear e del suo compagno Proby l´autrice pubblica alcuni splendidi disegni del 1847 che ci offrono squarci inediti di vita cittadina (i ponti, nobili ben vestiti, preti e contadini, una processione) .

Il libro di Susan Clarke rappresenta un appello forte alle istituzioni pubbliche a valorizzare l´ immenso patrimonio archeologico della Cava d´Ispica, inimitabile polmone di natura e storia millenaria che occorre tutelare e promuovere come inestimabile Bene Culturale e ambientale del Val di Noto.