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MODICA - 15/06/2012
Cultura - Il concerto della band sulla scalinata della chiesa di S. Pietro

Moni Ovadia canta la sofferenza e la discriminazione

Il festival "Contaminazioni" continua fino a domenica con appuntamenti con la poesia, i libri e la musica
Foto CorrierediRagusa.it

Una scalinata gremita di un pubblico attento e partecipe ha seguito il concerto di Moni Ovadia (nella foto). Quasi due ore di spettacolo con una band formata da due clarinettisti, un fisarmonicista, un contrabbassista ed un tastierista ed un Moni Ovadia ispirato.

L’apertura dell’artista è stata riservata al contesto in cui il concerto si è tenuto, proprio alle spalle di quello che fu il ghetto ebraico, con tutte le sue implicazioni storiche e sociali che che hanno indotto Ovadia a ricordare la discriminazione razzista fino all’Olocausto. Poi un’esibizione a lungo inframmezzata da riflessioni di Ovadia sul diverso, sulla paura dello straniero, sulla discriminazione, sulla capacità della musica di superare barriere e di unire i popoli.

La band di Ovadia lo ha seguito interpretando bradi della tradizione storica rom ed ebraica come nella migliore tradizione dei concerti di Ovadia e l’artista stesso non si è fatto pregare dando il meglio di sé con interpretazioni struggenti di canzoni legate ai diversi popoli che hanno attraversato l’est europeo, dalla Grecia alla Russia, passando per la Romania. Il concerto con il palco di fronte alla scalinata della chiesa di s. Pietro, è stato un momento alto del festival «Contaminazioni» che continua fino a domenica con altri appuntamenti di musica e poesia.

L´apertura di "Contaminazioni" con Maria Luisa Spaziani

Un incontro intenso con la poesia diMaria Luisa Spaziani è stato il clou della prima giornata del festival Contaminazioni. Nel chiostro di S. Maria del Gesù affollato di pubblico la 90enne poetessa ha parlato dei suoi versi, leggendo alcune sue liriche con grande intensità.

Maria Luisa Spaziani ha incantato per la sua lucidità, per la sua capacità di lettura, per la sua illuminata capacità di leggere il reale andando oltre e trasformandolo in versi. Per molti lo spazio riservato alla poetessa è stato troppo ristretto rispetto alla lunga serata ed una personalità del genere avrebbe meritato certamente più spazio dei suoi critici ed esegeti, Paolo Lagazzi e Giancarlo Pontiggia, che insieme al coordinatore scientifico del festival, Riccardo Emmolo, hanno introdotto la Spaziani e ne hanno presentato le poesie raccolte nel Meridiano Mondadori a lei dedicato.

La serata è stata introdotta dal saluto del sindaco Antonello Buscema e dell’assessore Annamaria Sammito, che hanno ribadito l’urgenza di progetti culturali per il territorio e per le nuove generazioni, e da Antonio Sichera, coordinatore del Festival, che ha sottolineato come la rinnovata attenzione ai temi della cultura in tutte le sue forme, possa essere strumento per recuperare valori etici smarriti da tempo.

Quei valori che sono il pane quotidiano di chi con la cultura e per la cultura vive: dagli artisti agli insegnanti impegnati nella formazione dei cittadini di domani. Atmosfera sognante, infine, con la voce di Silvia Colombini e le improvvisazioni jazz di Danilo Rea su melodie del repertorio lirico, brani classici della canzone italiana e temi universalmente amati dal grande pubblico come Moon River, colonna sonora del film Colazione da Tiffany, composta da Henry Mancini e vincitrice di un oscar.

Il sipario su Contaminazioni si aperto e promette di rilevare ancora artisti di grande spessore fino a domenica quando le contaminazioni dei Modena City Ramblers chiuderanno un intenso e lungo fine settimana.