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MODICA - 15/05/2012
Cultura - Il convegno promosso dal Liceo Campailla per la giornata per la promozione della lettura

Il compito della scuola: formare classi dirigenti colte

Padre Francesco Beneduce ha illustrato la "ratio studiorum" dei gesuiti
Foto CorrierediRagusa.it

Non ci sono tecnici che tengano. Serve invece una classe dirigente colta e competente , capace di interpretare e guidare i processi di sviluppo. Il convegno tenuto al teatro Garibaldi, «Sulle spalle dei giganti», nell’ambito delle iniziative promosse per promuovere la lettura e voluto dal Liceo Classico «Tommaso Campailla", è servito non solo come riflessione sullo stato attuale della società ma anche sulle prospettive di uscita dalla crisi attuale.

Gli interventi di Giuseppe Barone, storico e docente di storia moderna all’Università di Catania, e Francesco Beneduce, gesuita e rettore del Centro educativo degli studi Ignaziani di Palermo, si sono inseriti in un discorso che ha voluto esaltare l’eredità positiva del mondo classico e del patrimonio di idee e saperi che appartengono alla cultura occidentale. Lo hanno ribadito nei loro interventi Amalia Cirio della Sapienza e Silvio Medaglia dell’università di Salerno.

Un’attenzione specifica è stata dedicata da Giuseppe Barone alla «ratio studiorum», la filosofia degli studi, alla base della scuola gesuitica di cui probabilmente oggi bisognerebbe recuperare alcuni fondamenti per uscire da una didattica semplicistica, tendente a comprimere i saperi e soprattutto poco attenta al metodo. Lo sviluppo della società, ha rimarcato Giuseppe Barone, si basa su una classe dirigente capace, allevata sullo studio dei classici, sul rigore scientifico e sull’acquisizione di competenze non solo tecniche.

Da questo puto di vista l’esperienza nel processo formativo, nella impostazione della scuola gesuitica, può dire qualcosa perché non è fatta di singoli saperi ma promuove lo sviluppo armonico della persona. Lo ha rimarcato anche Padre Beneduce parlando della necessità della ricerca nello studio e di una pedagogia che punta alla unicità della persona ed alla fiducia nella capacità dell’uomo.

Le direttive della scuola gesuitica si basano dunque sull’esperienza, sulla riflessione e sull’azione per un processo circolare che coinvolge tutta la personalità del giovane discente. Lucia Trombadore, a conclusione del convegno, ha lanciato un messaggio ai giovani ed alle famiglie, sollecitandole a non mollare, a costruire insieme un futuro che non può prescindere da una formazione che deve avere basi solide da costruirsi con lavoro continuo e silenzioso, senza ammiccamenti e scorciatoie di sorta.

(nella foto: alcuni dei relatori del convegno)