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MODICA - 16/08/2010
Cultura - La rivista Index dedica quattro volumi all’opera del docente universitario

Quando Giorgio La Pira insegnava Diritto Romano

La miscellanea raccoglie numerosi contributi sulla figura dell’illustre figlio di Pozzallo

Francesco Milazzo, titolare della cattedra di Diritto Romano alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Catania, traccia un inedito ritratto di Giorgio La Pira, così come è emerso dalla raccolta della rivista Index.


La comunità scientifica cui egli apparteneva – e a cui sempre sentì di appartenere, anche quando gli impegni di costituente, amministratore e statista avrebbero potuto legittimamente distoglierlo – non dimentica, da parte sua, Giorgio La Pira professore di diritto romano, ricordandolo questa volta con una miscellanea che raccoglie i numerosi contributi che, in ben quattro volumi, della rivista «Index. Quaderni camerti di diritto romano» all’eminente giurista pozzallese sono stati dedicati.

Grazie all’impulso di studiosi del livello di Luigi Labruna, già cattedratico di diritto romano dell’Università «Federico II» di Napoli e vicepresidente del Consiglio Universitario Nazionale, e di Pierangelo Catalano, già ordinario a «La Sapienza e infaticabile (ri)tessitore dei fili che, attraverso il diritto romano, legano Roma, da un canto, a Costantinopoli e a Mosca e, dall’altro, al mondo giuridico sudamericano, per i tipi della benemerita casa editrice Jovene di Napoli, è andato in libreria, nella seconda metà dell’anno passato, «Index per Giorgio La Pira romanista», un libro di quasi trecento pagine, che rappresenta un’autentica «summa» del profilo non solo universitario dell’illustre pozzallese ma della rilevanza che una disciplina fondamentale in termini di civiltà tout court, prima ancora che di civiltà giuridica, come il diritto romano, ebbe nell’azione lapiriana e può ancora avere in chi aspiri a quel vivere con onestà, senza nuocere al prossimo, riconoscendo a ciascuno quando dovutogli (esattamente come la giurisprudenza romana ammaestrava a fare).

E’ così che nelle pagine di «Index per Giorgio La Pira romanista» è possibile leggere persino le note autobiografiche che per mezzo secolo La Pira annotò sulla prima pagina della copia personale dei «Digesta» giustinianei, l’opera degli inizi del VI secolo d. C. che racchiude il tesoro della scienza giuridica romana dei secoli precedenti, oppure lo schema della prima lezione svolta dal La Pira per l’a. a. 1968-1969, trascritta dai suoi appunti autografi, insieme ad altro prezioso materiale, come una lettera del ‘42 indirizzata dal La Pira a Francesco De Martino - così diversi ma così stretti nella comune appartenenza alla «res publica romanistarum» (La Pira è fra i commissari che in quell’anno avevano conferito l’ordinariato in diritto romano a De Martino) e nella militanza politica che, pur su sponde opposte, veniva da entrambi intesa con un senso del galantuomismo, oggi dal sapore, ahinoi, (per altro non dire) preistorico!

La maggior parte del volume è però dedicata agli «atti» di un’importante iniziativa che, nel centenario della nascita di La Pira, ha inteso ricordare l’illustre pozzallese: un convegno dal titolo «La cattedra ‘strumento sacro’. Incontro dei romanisti», svoltosi a «La Sapienza» a metà novembre 2004, nel quale, su dieci insiemi tematici, studiosi italiani e stranieri di diritto romano hanno ricostruito il pensiero romanistico lapiriano riannodandolo ai suoi influssi sullo stato attuale degli studi e ribadendone le provvide ripercussioni sull’azione politica del sindaco-Santo. Una curiosità: fra i messaggi augurali fatti pervenire al convegno, quello di Mons. Paolo Urso, Vescovo di Ragusa.