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MODICA - 15/08/2010
Cultura - Modica: "Ebrei, luterani,omosessuali e streghe nella Contea di Modica"

Quel giorno della festa dell´Assunta di 535 anni fa

Le vicende contenute nel libro di Francesco Ereddia rivelano dettagli inediti della storia del nostro territorio

Il 15 agosto di 535 anni fa, correva l’anno 1475, fu caratterizzato in Sicilia da aggressioni alla popolazione ebrea residente. Da Noto a Modica, da Licata al catanese fu un crescendo di intolleranza .

Il giorno della festa dell’Assunta a Noto e Modica si concluse con l’eccidio di centinaia di ebrei. Queste vicende ed altre ancora sono ricordate in una recente pubblicazione di Francesco Ereddia dal titolo « Ebrei, luterani, omosessuali e streghe nella contea di Modica» (Sellerio Editore).

Orazio Carpenzano, professore di Composizione Architettonica presso la facoltà di Architettura alla Sapienza di Roma, analizza in questa recensione i contenuti di un libro che tocca da vicino la storia del nostro territorio.

«Ebrei, luterani, omossessuali e streghe nella contea di Modica»è un libro di grande interesse per tre ragioni. Il primo motivo è che si tratta di una bellissima «dissertazione scientifica» accompagnata da una brillante ragione critica e sostenuta da una corposa ricerca documentaria. Il secondo motivo è la scrittura di Ereddia, chiara e bene miscelata con i rimandi documentali (le note del libro sono da considerarsi come un importante testo oltre che integrativo, parallelo, attraverso cui si può accedere ad una straordinaria «riorganizzazione bibliografica» che favorisce la comprensione delle relazioni tra le diverse variabili in gioco nel complesso processo di formazione e trasformazione della contea. Il terzo motivo di interesse è il tema, anzi i temi: tutti utilizzabili per altre ricerche o per la prosecuzione degli stessi, di contenuto originale e dispiegati bene nei passaggi che conducono ad ogni congettura.
La storia della Contea di Modica che trova un «inizio importante» nella dominazione bizantina (535-965) e la sua istituzione nel 1296 quando il normanno Manfredi Chiaramonte riceve il titolo; di li le lotte tra i «patrizi» normanni e i nobili aragonesi e catalani tra cui i Moncada e poi l’ascesa del potente Cabrera e l’assetto politico-tecnico-amministrativo della Contea con un governatore, un procuratore generale, un tribunale del patrimonio con annessa cancelleria, ecc. che, come scrive Carrafa, ne fanno un regnum in regno. E poi, tra ceti emergenti e minoranze, l’ebraismo siciliano e l’essere ebrei nella contea di Modica nelle giudecche di Ragusa, Pozzallo e Scicli (con addirittura due sinagoghe) fino alla strage del 15 agosto 1474: un massacro nephandum et abominabili. E così il libro di Ereddia va descrivendo e circostanziando le vicende chiare e scure di questo territorio difficile con uno sguardo all’Italia e all’Europa. L’ultimo capitolo del volume è dedicato al diavolo e ai suoi inganni: omosessuali e streghe. Eresie erroneamente sancite dalle prammatiche regie. E poi le fatture ad amorem e ad odium o ad mortem, i patrumi ‘i casa o patrumi ‘o locu (entità spirituali ben note fino a poche generazioni fa). La storia di Paolo Frasca, un contadino di Modica inquisito nel 1651 che compone fatture, ma anche di Egidio Rizzo, frate carmelitano, che verrà accusato oltre che di stregoneria anche di fornicazione e istigazione ad atti osceni. Un mondo «illuminato» e opaco fatto di splendori e oppressioni con un gran numero di emarginati guarda caso sempre tra i «vinti» e tra quelle minoranze che nonostante abiurassero o si convertissero resteranno sempre escluse e sospette. Dal libro di Ereddia si evince l’importanza delle micro storie per quel difficile e impossibile tentativo di comporre una Storia nella quale tutto possa avere un inizio uno sviluppo lineare e coerente e una fine oltre che un fine.