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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 739
COMISO - 06/11/2009
Cultura - Comiso: il romanzo del ragusano Pippo Firrincieli presentato al Teatro "Naselli"

«Noi Italiani e Voi Siciliani», tra saggio storico e romanzo

L’opera provocatoria mette in risalto l’impostura culturale della storiografia negazionista
Foto CorrierediRagusa.it

Presentato al teatro Naselli di Comiso il libro di Pippo Firrincieli, ragusano di nascita, "Noi Italiani e Voi Siciliani". Oltre all´autore sono stati presenti lo storico comisano Nunzio Lauretta, che ha curato la presentazione, il sottosegrario di Stato Pippo Reina e l´assessore alla Cultura del Comune di Comiso Maria Rita Schembari.

«Noi Italiani e Voi Siciliani». Un titolo che disorienta il lettore meno avvertito, che invece fa ritornare prepotentemente d’attualità una tragedia del popolo siciliano, quella che lo vide ora protagonista romantico del mito della Sicilia-Nazione, ora vittima sacrificale, ancora una volta, di interessi più grandi della Sicilia stessa.

Il titolo, estrapolato dal proclama del generale Roatta nel maggio del 1943, cioè alla vigilia dello sbarco anglo-americano sulle coste meridionali del Sud-Est dell’Isola, diventa così la rappresentazione idiomatica di un modo di sentire e di vedere le cose da parte degli Alti comandi delle Forze armate italiane. La congiuntura temporale è quanto mai appropriata: la vigilia dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Sì, l’Italia unita fra pochi mesi compie 150 anni. E li dimostra tutti!

Pippo Firrincieli è riuscito nel suo libro, un’opera a metà tra il saggio storico ed il romanzo, a portare sulla scena del Terzo Millennio la Sicilia dell’immediato secondo dopoguerra, quando dal Popolo siciliano viene prepotentemente manifestata la volontà di tornare ad essere Stato indipendente, federato in uno Stato italiano. Desiderio tanto nobile quanto destinato ad essere conculcato da un sistema politico che fin dagli albori, scientificamente, mirò a disarticolare la classe politica siciliana. Il miraggio del potere romano fece il resto.

V’ha qui da chiarire che da un lato, il Separatismo agì come sollecitatore indiretto dello Statuto regionale siciliano, cioè della realizzazione concreta dell’autonomia, e dall’altro costrinse tutti i partiti e l’opinione pubblica nazionale a prendere coscienza della «Questione Siciliana». Con il Separatismo, infatti, come movimento organizzato, ma soprattutto come sentimento diffuso nei più diversi ambienti dell’Isola dovettero confrontarsi tutte le forze politiche che operavano in Sicilia.

I protagonisti del romanzo – entrambi adulti consapevoli - rappresentano i due modelli classici di Siciliano: quello che ama visceralmente questa nostra Terra e ne vive tutte le contraddizioni, senza rinunciare mai al sogno romantico dell’indipendenza o quanto meno della esaustiva realizzazione dell’Autonomia (Dovì Lauretta); l’altro impersona il Siciliano che va via, che va a cercare e a fare fortuna lontano dalla propria terra e s’industria per dimenticarla (‘Nzino Bertani). E’ nel terzo protagonista, Roby Bertani, giovane mai vissuto in Sicilia, che l’Autore individua la speranza, il futuro, le aspettative di un Popolo.

L’Autore nel rappresentare la vita del Bertani, affermato uomo dell’alta finanza internazionale, fa abilmente scorrere sotto gli occhi del Lettore la cronaca degli ultimi decenni della finanza italiana, vaticana e internazionale. Per intenderci, quella dei cosiddetti «poteri forti», che hanno segnato il destino socio-economico e culturale delle future generazioni di «Noi Siciliani e di Voi Italiani».

Anche il Lettore meno avvertito e più superficiale avrà modo di accorgersi che gli sconfitti sono l’Unità e l’Autonomia siciliana. Le pagine dedicate ai grandi protagonisti dell’immediato secondo dopoguerra, da Giuliano a Canepa, da Finocchiaro Aprile a Gallo, da Varvaro ad Aldisio, servono ad individuare meglio la trama e l’ordito di una storia lunga quasi settantanni, ma ancora viva ed attuale, in grado di interessare l’amante romantico di questa Terra come il giovane che avesse la ventura di venirne a conoscenza, senza gli infingimenti delle verità negate di cui sono pieni i libri di testo ufficiali. Quelli di regime!