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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 1073
COMISO - 13/06/2016
Cultura - Edizione speciale per "L’uomo invaso" ee serata dedicata con i critici Nunzio Zago e Giuseppe Traina

Gesualdo Bufalino ricordato a Comiso a 20 anni dalla morte

Quando morì, Bufalino aveva 76 anni, ne erano trascorsi 15 dal suo esordio grazie alla caparbietà di Elvira Sellerio Foto Corrierediragusa.it

Venti anni dalla morte di Gesualdo Bufalino (foto). Lo scrittore comisano, morto in un incidente stradale nel tardo pomeriggio del 1996, sarà ricordato nella sua città natale grazie ad un evento voluto dalla Fondazione che porta il nome dello scrittore. Gesualdo Bufalino in vita diceva che non aveva alcuna intenzione di «salire sull´autobus affollato» della notorietà e questa ritrosia dichiarata e praticata ha funzionato come pretesto per l´oblio che ha coperto finora Gesualdo Bufalino. Quasi come legge del contrappasso, tuttavia, Bufalino sarà al centro dell’attenzione in questi giorni grazie all’edizione speciale del libro «L´uomo invaso» e alla serata che vedrà un confronto fra i critici Giuseppe Traina e Nunzio Zago, con un reading di testi dello scrittore e una mostra delle tavole di Velasco Vitali che illustrano il volume.

La scelta di ripubblicare «L´uomo invaso» viene spiegata da Traina come un´opera di sintesi dei «tanti aspetti dell´universo bufaliniano» nella quale si ritrovano il gusto della commedia umana siciliana e il sapore beffardo della vita. Ma anche il registro colto e l´originale cifra barocca della letteratura di Bufalino. Nel giorno del ricordo non mancheranno i riferimenti ai due capolavori che rivelarono lo scrittore di Comiso, «Diceria dell´untore» (premio Campiello 1981) e «Argo il cieco». Quando morì, Bufalino aveva 76 anni e ne erano trascorsi 15 dal suo esordio grazie alla caparbietà di Elvira Sellerio a suo volta sollecitata da Leonardo Sciascia. «Uno che scrive così - aveva pensato Sciascia - deve avere un libro nel cassetto». Non uno ma due, aveva rivelato al telefono a Elvira Sellerio. Sul suo «esordio tardivo» Bufalino scherzava: «Con un pò di pazienza avrei potuto esordire da postumo, che è la sorte più bella».

Bufalino è stato lo scrittore siciliano di tutti gli altri perchè non ha avuto la Sicilia come sua esclusiva materia d’ispirazione né ha fatto mai sfoggio di luoghi comuni siciliani. Negli scrittori siciliani più importanti – Verga, De Roberto, Pirandello, Brancati, Tomasi di Lampedusa, Sciascia– c’è sempre una partecipazione emotiva, oltre che intellettuale ed etica, alle vicende siciliane variamente raccontate. Una partecipazione emotiva che in qualche modo, anche se in maniera differente, incide sullo stile, cosa che in Bufalino non avviene. Bufalino visse in Sicilia, anzi uscì raramente dalla sua Comiso, ma non la visse. Per lui la Sicilia era il buco di mondo dove abitava, capace tuttavia di rappresentare il mondo intero. Era un professore di Lettere, severo, all’antica, impregnato di rigore umanistico e pedagogico che trasmetteva ai suoi alunni, lontano dal loro mondo ma vicinissimo alla loro sensibilità.