Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:41 - Lettori online 1039
COMISO - 16/06/2011
Cultura - Da un’idea bislacca del Ministero dell’Aeronautica durante la seconda guerra mondiale

Mazzaronello, la storia di un aeroporto mai nato

Primavera del ’43: stavano desertificando un’area di 330 ettari per realizzare una pista d’appoggio al Magliocco. La reazione del marchese Marco Iacona della Motta per evitare che estirpassero uliveti e carrubeti

Il marchese Marco Iacona della Motta «da informazioni avute, avvalorate dalla presenza di un tecnico della Impresa Euro Musso» venne a conoscenza che all’interno della sua azienda sarebbe stato essere costruito un campo di aviazione che oltre a contemplare l’abbattimento di qualche migliaio di alberi di olivo avrebbe incluso lo stesso centro aziendale in cui erano raggruppati oltre all’abitazione dell’Amministratore, tutte le attrezzature di supporto al buon funzionamento dell’azienda stessa, come l’oleificio, il palmento, la cantina, le stalle, i dormitori, ecc.

Inoltre, il verificarsi di una tale evenienza avrebbe compromesso tutta la produzione dell’azienda, infatti la proprietà destinata a campo di aviazione era quasi tutta seminativa ed alberata e con un grande caseggiato ed era tenuta in gabella dai fratelli Cusumano, Raimondo e Vito, di Chiaramonte Gulfi. Dai circa trecento ettari di terreno da espropriare, sarebbero stati estirpati cinquemila alberi di olivo e cinquanta di carrubo. Tra i gabelloti, i mezzadri e i lavoratori dell’azienda regnava un grande malcontento, sia per il grano che si trovava seminato e che sarebbe andato interamente perduto se venivano confermate le voci circolanti, secondo le quali il campo doveva essere approntato nell’arco di cinquanta giorni, sia per la estirpazione degli alberi di ulivo, che per la devastazione di una grande proprietà che aveva un valore complessivo di circa otto milioni di lire.

In effetti si trattava di una vera e propria azienda agraria modello, che era costato gran fatica e molto danaro e nella quale si stava proseguendo, con attività veramente esemplare, la bonifica iniziata oltre 30 anni prima. Il proprietario e i gabelloti erano riusciti a creare le condizioni ottimali per creare e gestire un’azienda altamente produttiva e che garantiva lavoro.

La reazione del proprietario fu immediata e forte. Si rivolse al Prefetto della provincia di Ragusa, ma anche e soprattutto – attraverso il Prefetto - al Ministero dell’Aeronautica e non diminuì la pressione neanche quando, da altre notizie pervenute successivamente, si seppe che quasi sicuramente si trattava di realizzare a Mazzaronello un campo d’aviazione di fortuna, per il quale sarebbe stata richiesta una estensione minore di terreno. Ma, anche in questa ipotesi, il numero degli olivi, mandorli, carrubo e altre piante da divellere, sarebbe stata sempre considerevole, perché si sarebbe aggirato attorno ai duemila.

Tutto ciò appare assolutamente non congruente con quanto andava accadendo in quel torno di tempo. La notizia che arrivò al marchese Iacona della Motta alla metà di febbraio del 1943, immediatamente riscontrava, prevedeva l’attivazione funzionale del campo d’aviazione per la fine di aprile. Tale tipo di informazioni spinsero il marchese Iacona della Motta ad attivare tutti i canali istituzionali per evitare, in pratica, la distruzione della sua azienda.

Sarebbe importante riuscire a capire quale mente brillante dello Stato Maggiore Generale o del Ministero dell’Aeronautica partorì un’idea così bislacca, considerato che l’area era servita, dal punto di vista aeronautico, dal campo d’aviazione di Comiso, dove operavano congiuntamente squadriglie italiane e tedesche, dal campo d’aviazione di Piano Stella e da quello di Gela.

La curiosità non sarebbe fine a sé stessa. Infatti, considerato il fatto che dalla Conferenza di Casablanca in poi, attraverso i Servizi segreti, si sapeva già che era stato deciso uno sbarco, perché una tale mente non pensò di rafforzare, con uomini e mezzi, la difesa costiera, che era una sorta di colabrodo, anziché impegnare i presidi istituzionali del territorio, Prefettura, Comando Gruppo carabinieri, etc., in una accademica perdita di tempo per la costruzione di un campo d’aviazione che non serviva a niente? E siccome non sarebbe servito a niente, non fu mai realizzato!