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COMISO - 06/12/2010
Cultura - Comiso: presentato al «Naselli» l’ultimo lavoro di Peppula Salvo

«La memoria dei sentimenti», amore nato dalla guerra

Un romanzo autobiografico, la storia d’amore di un tenente medico comisano e di una ragazza greca nata durante la guerra in Grecia
Foto CorrierediRagusa.it

Il dramma di una guerra assurda, la tragedia della vita, ma anche il germogliare di un amore forte e indissolubile. In Grecia, nella culla della civiltà eterna, dove l’Italia combatte senza un perché, forse per soddisfare l’avidità e la megalomania di un uomo che deve dimostrare all’alleato Hitler come si soggioga un Paese al di là dello Ionio.

E’ una miscellanea di emozioni struggenti il romanzo «La memoria dei sentimenti» (ed. Albatros, pagg.136), autrice la professoressa Peppula Salvo (nella foto), docente di Lettere. Il lavoro letterario è stato presentato dall’autrice al Teatro Naselli di Comiso, che si è avvalso del contributo storico del professore Nunzio Lauretta e letterario dell’assessore Maria Rita Schembari e di Marco Comitini, che ha letto alcune pagine del libro. Presente anche la nipote della professoressa Salvo, Chiara Insacco. Il sindaco di Comiso Giuseppe Alfano è intervenuto per dare un saluto ai presenti.

Nel romanzo c’è la biografia di una famiglia. L’autrice è figlia di un tenente medico comisano, che combatte in Grecia da 1940 all’aristizio, e di una madre ellenica che viene a vivere a Comiso dopo l’evento bellico grazie all’amore nato durante quegli anni di sofferenza e di atrocità. E’ questo amore struggente fra il medico e la ragazza greca che nobilita i lutti di quella guerra iniziata per essere lampo e conclusasi solo nel 1945.

Nel contesto di uno scenario paesistico incantevole, l’autrice incastona le crude vicende militari e la vibrante storia d’amore dei suoi genitori. «Che cosa fa la guerra? Uccide, dilania, affama, terrorizza, e poi?» si chiede l’autrice. Puo dar vita a una storia d’amore che genera una famiglia; una storia che viene adesso raccontata per la promessa fatta dalla figlia nei confronti del protagonista della vicenda, perché rimanga indelebile fra le pagine a lieto fine di una guerra senza un perché.