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CATANIA - 29/06/2012
Cultura - Gianfranco Cavallaro è tra i più apprezzati artisti catanesi

«Gi», musicista, compositore, genio sforna pianisti

Inizio a 5 anni, ispirato dalla morte di Pasqualino, l’uccellino che gli aveva regalato la mama, e compose una «marcetta funebre»
Foto CorrierediRagusa.it

Gianfranco Cavallaro, in arte «Gi» (foto), è musicista e compositore catanese. Fa l’insegnante di pianoforte ed applica una sua tecnica originale: «iniziare gli allievi alla musica guidandoli senza mai andare oltre la fantasia creativa degli stessi».

«Gi» pensa, scrive e suona, ma soprattutto incanta con le sue performance compositive improvvisate al pianoforte. E’ originale nella tradizione musicale; il suo estro compositivo supera il romanticismo interpretativo risolvendosi in una tecnica esecutiva contemporanea, a tratti onomatopeica.

Ci accoglie nella sua abitazione con il sentimento tipico dell’artista che si alza la mattina con il suono della sveglia e va a dormire la sera dopo aver fatto suonare il piano fino a tarda notte; ha tre pianoforti in una stanza l’uno diverso dall’altro che fanno venire la voglia di suonare all’istante e che lui, da padrone, tiene a bada quasi come se volessero all’improvviso esplodere di note.

L’artista Cavallaro proviene da un ambiente familiare musicalmente colto e aperto alle più incantevoli filosofie dell’Essere. Le stesse che liberano dai condizionamenti umani lasciando spazio alla formazione del genio felice e disinibito. Inizia a cinque anni componendo una «marcia funebre» per la morte dell’uccellino «Pasqualino» donatogli dalla mamma. Il bimbo sperimenta per la prima volta l’emozione forte della perdita del caro animaletto e con l’animo sensibile ritrova nel ritmo semplice e funereo il motivo musicale.

Se una «marcetta funebre» segna il percorso iniziale del piccolo Gianfranco, esordi più esilaranti, decine di concerti e corsi di perfezionamento all’estero ne marcano l’avvenire; avvenire che culmina nel 2001 con la realizzazione del suo cd dal titolo «Primo-piano». L’ormai «Gi» Cavallaro diviene docente nella scuola primaria dell’infanzia, compositore, corista del coro di Padre Resca «Imago Vocis» e persino conduttore televisivo di un programma musicale in onda su «Telejonica». Il suo trionfo è assoluto; lo testimoniano le numerose pagine di cronaca giornalistica degli anni ’90, che vedono campeggiare il nome di «Gi» quale protagonista della scena musicale catanese.

Durante la conversazione salta fuori un discorso sulla musica, non quella commerciale, che si vende, ma di quella che si scrive e si sente attraverso «l’unico parametro: le nostre orecchie. Quelle orecchie, non troppo manipolate dai messaggi che i media propongono», che lasciano spazio all’idea di un «artigianato musicale» il quale sconfina in un «artigianato compositivo senza regole».

Oggi si fa molta musica per soldi perché purtroppo è necessario; ma si può anche fare musica per passione, in cui il piacere della composizione eleva il sentimento artistico e culturale. «Per scrivere il mio ultimo brano ci ho impiegato due anni» ci dice l’artista; E’ un tempo non eccessivo ma lungo e meditativo idoneo per trasformare «Gi» nell’autore di un capriccio o di un notturno. Onomatopeico è il suo «Mare», brano che riproduce, attraverso il suono delle note, il moto delle onde che si infrangono sulla battigia.

La poliedricità compositiva di Gi, data dalla riproduzione contrappuntistica del suono ritmato, gli suggerisce poi l’autentica «Siciliana», ricca di quel sapore folcloristico autentico che trasuda sicilianità. Qui la «monotonia» ripetitiva dei suoni «non vuole creare dettagli e cambiamenti ma suggerire un’immagine da sfondo fissa, uno schermo stabile sul quale riporre l’interpretazione, il sentimento dell’ascoltatore».

Il suo rapporto con gli allievi è armonico: li segue, li prepara ai saggi, li fa crescere musicalmente e li mette alla pari suonando insieme con loro a quattro mani. E’ il caso di uno dei suoi astri emergenti, il giovanissimo allievo e già compositore Ennio Ferlito. Di recente hanno suonato insieme, gettando la loro fantasia musicale nella diversificazione degli stili. Ennio rispetto a «Gi» è «un romanticone abbastanza rappresentativo del suo tempo». Ennio Ferlito ha 17 anni, ha studiato presso i Salesiani e si occupa anche di teatro.

Qui musica e filosofia coincidono perché «non occorre sfornare un pianista che cerca lavoro- continua «Gi» - ma creare un musicista che ami la musica. Il lavoro può scarseggiare, come in questi tempi, ma la passione per la musica non può mai tramontare. La mia più grande soddisfazione oggi è quella di incontrare dopo anni coloro che sono stati miei allievi in passato, i quali mi dicono che ancora suonano il piano. Tutto questo è meraviglioso per un insegnante».

Tra i suoi futuri programmi vi è un concerto a Bellagio, nei pressi del Lago di Como, in cui «Gi» ed Ennio parteciperanno al concorso di composizione «Franz Listz» dove tutti gli autori si confronteranno e dove a trionfare sarà ancora una volta la musica e la sua anima.