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CATANIA - 09/12/2010
Cultura - Catania: Palazzo Minoriti location di presentazione di eventi culturali

Catania, Città dell’Elefante vista da Russo e Minnella

L’opera, 320 pagine, un viaggio fra miti, storia, arte e personaggi, firmata edezioni Cavallotto.
Foto CorrierediRagusa.it

Palazzo Minoriti, sede della provincia regionale di Catania diventa location per la presentazione del libro dal titolo «Catania e i suoi paesi». Un’opera tutta firmata edizioni Cavallotto, 320 pagine che riproducono un viaggio tra i miti, la storia, l’arte e i personaggi di un luogo, Catania e la sua provincia, impareggiabile per ricchezza d’ arte e cultura.

Gli autori sono Enzo Russo e Melo Minnella, originari di Mazzarino l’uno e di Mussomeli l’altro, ma entrambi catanesi d’adozione. La stessa famiglia Cavallotto, come ama ricordare Anna, una delle tre sorelle che gestisce l’impresa libraria di famiglia, è di origine nissena, perché il padre, fondatore dell’azienda, era di Sommatino. Una comune origine quella di Russo, Minnella e i Cavallotto dunque, per ritrovarsi insieme nel comune sentimento di amore per una città aperta e cosmopolita.

Fra i relatori il presidente della Provincia Giuseppe Castiglione, che ha rimarcato l’importanza di fare un’opera rappresentativa e istituzionale per coprire l’intera dimensione provinciale che fra non molto celebrerà assieme alle altre provincie italiane i 150 dall’unificazione con la proclamazione del Regno d’Italia nel 1861. Nell’occasione lo stesso Castiglione regalerà una copia di «Catania e i suoi paesi» al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Tante sono state le opere che hanno parlato di Catania, da quelle cariche di storia ad altre soltanto raffigurative delle sue tradizioni popolari. Adesso invece i Cavallotto hanno colto l’occasione per fare la presentazione di un prodotto culturale misto di letteratura e fotografia, discorso e immagine.

Enzo Russo ritrae Catania cogliendo gli aspetti della sua bellezza e della sua anima, quelli più originali di un comprensorio che non è solo il capoluogo di una provincia ma la sintesi di un viaggio culturale che ha la sua prima tappa a Milo, piccolo borgo alla pendici dell’Etna per giungere fino a Caltagirone, la città del calatino famosa per le sua ceramica e terracotta.

Melo Minnella è il fotografo che ha immortalato passo dopo passo e con fatica per adeguarsi alle direttive di Enzo Russo, ogni elemento, ogni angolo curioso e rappresentativo dei paesi dell’etneo. Da questo ritratto emerge l’immagine di una città che da sempre è stata dominata dalla montagna e che vivendo totalmente l’economia della Piana non è riuscita ad istaurare un buon rapporto con il mare. Catania non ha mai avuto infatti un porto forte e potente, come quello di Palermo ad esempio, tanto da far valere il detto «Si Catania avissi u puortu Palermu fussi muortu».

E’ un viaggio che vuole raccontare la Città dell’Elefante, simbolo quest’ultimo dall’incerto significato etimologico, adorato oggi dai catanesi, ma ritenuto nel ‘700 dal senato catanese inappropriato ed esteticamente poco classicheggiante.

«U liottru» è posto al centro di una piazza nella quale convergono gli assi dei tre poteri urbani: l’ecclesiastico espresso dal potere storico del Vescovo, vero signore «feudale» e capo di una città che faticava a trovare il dialogo con il suo Imperatore; Il potere civile e laico insito nella presenza del Municipio, il palazzo degli Elefanti, sede delle decisioni politiche; infine il mercato, terza potenza economica rappresentativa del commercio e degli affari.

Ma quell’elefante «di epoca romana, invece pur alzando la sua lunga proboscide come un rispettoso omaggio verso la cattedrale, data la sua centralità non sembra stare dalla parte di nessuno dei tre poteri. Sulla gualdrappa marmorea che lo adorna, infatti, spicca lo stemma civico: Sant’Agata e di nuovo l’Elefante, la cui presenza e il cui significato simbolico restano pur sempre oscuri».

Nella foto in alto, l´Elefante in piazza Duomo