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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 707
ACATE - 14/09/2015
Cultura - Penultimo appuntamento nel segno di gastronomia, cultura e non solo

Il castello di Acate suggestivo proscenio della Fish road iblea

Una grande folla ha salutato e accompagnato tutti i momenti della manifestazione Foto Corrierediragusa.it

«E’ buono, fa bene e ce ne sono tantissime tipologie, solo che spesso neanche le conosciamo e ci limitiamo a chiedere e consumare solo tonno e pesce spada che quasi sempre vengono da mari che non sono i nostri».
E’ iniziata così la «lezione» del Presidente di Slow Food Sicilia, Saro Gugliotta, intervenuto domenica sera alla terza tappa di Fish Road Iblea, ad Acate, nell’incantevole scenario del Castello dei Principi di Biscari che, per l’occasione, è rimasto aperto fino a notte inoltrata. Il comune di Vittoria è stato rappresentato dall’esperto per le politiche agricole Giovanni Denaro, che ha portato i saluti del sindaco e presidente del Gac Ibleo, Giuseppe Nicosia, ed ha illustrato le numerose iniziative in atto da parte del consorzio: l ´appalto, a breve, per i lavori dei musei del mare di Santa Croce Camerina e Scoglitti, la nascita di una struttura, a Vittoria, per la vendita del pescato locale e di un centro di assistenza destinato ai pescatori.

Una grande folla ha salutato e accompagnato tutti i momenti della manifestazione, a cominciare dallo show cooking iniziale dello chef Nunzio Cilia del ristorante «Il tocco d’oro» di Comiso che ha riproposto l’innovativa ricetta del «sushi barocco», il piatto tipico della cucina giapponese realizzato, però, con sardine, lampuga, sgombro e sauro. Al suo fianco la voce ufficiale dell’evento, Ruggero Sardo, il Presidente del distretto turistico Cultura del Mare, Fabio Nicosia, e alcuni tra gli amministratori comunali acatesi.

A seguire il sindaco Franco Raffo ha aperto il convegno incentrato su turismo, pesca sostenibile e corretta alimentazione, dicendosi quasi commosso ed emozionato per l’incredibile affluenza di pubblico qualificato e attento e sottolineando anche «il valore pedagogico di questa manifestazione, frutto del lavoro di 4 amministrazioni sensibili che si sono messe insieme per avviare un percorso di valorizzazione del territorio e dei prodotti». Il riferimento è, in primis, all’informazione, spesso carente o errata, nei giovani, su temi di scottante attualità come quello dell’importanza di un’alimentazione sana e completa. «Oggi i ragazzi mangiano male – ha detto Raffo - e finiscono per sviluppare seri problemi di salute, quando la nostra terra e il nostro mare ci danno tutto ciò di cui abbiamo bisogno per stare bene».

E’ stata una serata davvero intensa e che ha visto Slow Food Sicilia proporre e siglare un «protocollo virtuale» per seguire, d’ora in avanti, da vicino, una serie di progetti in itinere, e ancora da avviare, destinati proprio alla promozione dei tesori della terra iblea, e acatese nello specifico, a partire da quello legato all’acquacoltura, sapientemente illustrato dal dr. Antonio Costa, dell’Università Campus Bio Medico di Roma e responsabile della produzione Porrazzito Srl.

«Si tratta di un allevamento di pesci in acque dolci interne, avviato proprio in territorio di Acate, ecocompatibile e finalizzato a fornire al consumatore un prodotto di ottima qualità. Nello specifico, alleviamo persico spigola e persico trota e il passaggio finale sarà arrivare a tutto il ciclo di produzione. Questo accordo, nato spontaneamente con Slow Food – ha concluso Costa – mi rende immensamente orgoglioso e felice perché il Presidente Gugliotta ha intuito e premiato subito la bontà del progetto».
«Locale è meglio», e i prodotti a km 0 devono essere la nostra prima scelta, anche se ciò comporta una piccola spesa aggiuntiva. Su questa lunghezza d’onda il sindaco Raffo e il presidente Gugliotta si sono trovati assolutamente d’accordo, così come sul concetto dell’importanza della destagionalizzazione dei flussi turistici, sull’esempio del’isola di Salina, dove da circa 13 anni si punta tutto su quel turismo sostenibile che passa attraverso lo sfruttamento delle peculiarità del territorio: beni paesaggistici e culturali, mare e sole, ma anche agricoltura e pesca. «Attenzione, però. Non una pesca industriale, che fa razzìa dei fondali, ma quella artigianale che sa tenere conto dei ritmi con i quali le creature marine nascono, crescono e si riproducono».

Spazio, infine, alle degustazioni di conserve di pesce innaffiate dai vini Grillo Viognier «Feudo Santa Teresa» gentilmente offerti e messi a disposizione dall’Onav, che ha curato un momento dedicato all’analisi olfattiva e al percorso sensoriale insieme al Consorzio di Tutela del Cerasuolo di Vittoria. Il palcoscenico, infine, è stato tutto per Ruggero Sardo e Carmelo Caccamo, protagonisti di «Attenti a quei due», e per la band Fil Five che ha riproposto i grandi successi di Filippo Neviani, in arte Nek.