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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 733
VITTORIA - 04/07/2010
Cronache - Vittoria: l’allarme lanciato dalla Cgil

Lettere minatorie a 2 lavoratori della cooperativa Rinascita

Nelle missive venivano indicate possibili «conseguenze spiacevoli per i due operai e le loro famiglie» Foto Corrierediragusa.it

Un atto intimidatorio dai contorni inquietanti è stato perpetrato nei confronti di due lavoratori della cooperativa Rinascita destinatari di altrettante lettere anonime nella quale venivano indicate possibili «conseguenze spiacevoli per loro e le loro famiglie», con il «consiglio» di «non interferire più con le attività della Rinascita presenti e future e di lasciare definitivamente il lavoro dalla Cooperativa»

La Cgil di Ragusa, la Flai Cgil di Ragusa e la Flai Cgil Sicilia ritrngono questa minaccia "Una gravissima impennata intrisa di vigliaccheria e intimidazione nella vicenda relativa alla situazione presente nella Cooperativa Rinascita e lancia il proprio allarme per quanto verificatosi e le preoccupazioni per le prospettive future di attività e di lavoro dell’Azienda".

Cgil e Flai Cgil manifestano la propria solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie, vittime di queste ignobili intimidazioni, chiedendo alle autorità preposte di intervenire, con la massima urgenza e con assoluta determinazione, per appurare mandanti e responsabili.

"Si sollecitano tutti i livelli istituzionali e del movimento cooperativo - si legge nella nota del sindacato - ad adoperarsi per accertare lo stato della situazione presente nella vita della azienda ed assumere le necessarie misure di controllo, monitoraggio, intervento e difesa della legalità per ridare serenità e prospettiva alla vita e alla attività della azienda e dei lavoratori".

LA POLIZIA "VIGILA" SULLE ASSEMBLEE DEI SOCI
Le assemblee dei soci della cooperativa «Rinascita» «vigilate» della Polizia. Per paura che le riunioni per l’approvazione dei bilanci finiscano nel «sangue». La vicenda resta ingarbugliata, anche se il presidente dell’Associazione «Piccoli imprenditori iblei Arcobaleno» Carmelo Criscione cerchi di spiegare tutto nei minimi dettagli. Sta di fatto che la gloriosa «Rinascita» che conta all’incirca 600 soci (prima erano un migliaio) si trova nell’occhio del ciclone per delle diatribe interne che, a occhio nudo, vorrebbero mettere in discussione la presidenza di Giuseppe Di Bona.

Infatti, se è dovuta intervenire più volte la Polizia, è per paura che le fazioni riunite per approvare bilanci e rinnovare il Consiglio di amministrazione (il nuovo presidente dovrebbe essere Emanuele Iabichella) arrivassero alle mani. Altra motivazione, che Carmelo Crescione ritiene fantomatica, ovvero "l’accusa che ci fanno di volere effettuare la scalata alla Rinascita da parte dell’associata Arcobaleno OP, solo perché due soci di Arcobaleno sono soci anche della società per servizi di Rinascita".

Insomma, non è la prima volta che alla cooperativa Rinascita la temperatura diventi alta ogni qualvolta ci sono bilanci da approvare e presidenti da eleggere. Quando il Pci, partito da cui promana la cooperativa definita «rossa» e più grande del Meridione, vantava una leadership forte, le elezioni dei presidenti avvenivano all’unanimità e con buona pace di tutti. Ma quei tempi sono remoti e difficilmente potranno tornare, per cui la presenza della Polizia o dei Carabinieri è indispensabile per assicurare il regolare svolgimento dei lavori.