Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 624
VITTORIA - 06/04/2010
Cronache - Vittoria: si sono celebrati i funerali de giovane centauro morto il giorno di Pasqua

Tutta la Protezione civile con Simone, vittima della strada

Il rito funebre è stato celebrato nella parrocchia del Rosario da don Francesco Vicino davanti a una folla di parenti e amici commossi e addolorati

Foto CorrierediRagusa.it

Un rituale che si ripete con mestizia. A distanza di una settimana il dolore si rinnova. La chiesa e il parroco sono gli stessi, di diverso, rispetto al funerale di Maria Pollara e di Giacomo Di Martino, c’è il colore della bara: bianca, che trasporta un giovane di appena 25 anni. Simone Gurrieri, un ragazzo poliedrico e virtuoso, se è vero che oltre all’attività di carrozziere era impegnato anche nel servizio di volontariato come motociclista e sommozzatore della Protezione civile. La coscienza di una città forte e corazzata come Vittoria non è abbastanza grande per sopportare il peso di 4 morti in 7 giorni.

Tutti deceduti tragicamente. Fa fatica a reggere l’urto persino il prete del chiesa del Rosario che ha dovuto dare l’Estrema Unzione a 4 suoi parrocchiani. Il frasario della morte in queste circostanze è saturo, sa persino di retorica, di inutile ammonimento; tanto il destino cinico e baro è sempre dietro l’angolo, alla curva successiva, alla traversa accanto, al prossimo chilometro. E’ una questione di secondi, di attimi di distrazione, di pensieri altrove: il piede o il polso insistono oltre il dovuto e il dramma arriva puntuale.

Accanto al dolore dei parenti delle vittime i cui funerali sono stati già svolti, c’e un altro dolore per un rito ancora da celebrare. Quello di Sebastian Balint, il romeno di 38 anni, deceduto la sera della Pasquetta a causa di uno scontro con una Ford Focus su una strada secondaria, la strada dei «comisani» dove l’andatura non dovrebbe oltrepassare gli 80 chilometri orari.

A rendere omaggio a Simone Gurrieri, oltre ai congiunti e ai parenti più addolorati, i volontari della Protezione civile di Vittoria, Modica, Ragusa, Chiaramonte, Comiso e Santa Croce Camerina, guidati da Chiara Corallo, responsabile provinciale.

Ancora una volta il parroco don Vicino, ha esortato ai genitori a fare a meno, fin quanto è possibile, dal motorizzare precocemente i figli: «Per difendere la vita e non buttarla sulle strade». Parole cariche di significato che nessuno tiene in considerazione. Perché oggi i nostri figli nascono sulle due ruote e a 14 anni cominciano a guidare le macchinine elettriche prima dei bolidi. Una corsa a diventare grandi, una gara a crescere in fretta che purtroppo fa smarrire il traguardo più bello della vita.

A ricordare Simone, anche il capo gruppo dei sommozzatori, Giovanni Buonvicino. «Simone- ha riferito- aveva partecipato anche ad azioni di salvataggio di un bambino albanese che stava annegando a Marina di Ragusa». Nessuno in questa tragica circostanza, ha potuto soccorrerlo per strapparlo alla morte in quel maledetto curvone diabolicamente costruito nella sciagurata strada a scorrimento veloce zeppa di curve-trappola che tante vite ha mietuto negli anni passati. Trappole che un ragazzo di 25 anni, per quanto abile possa essere, non può evitare se affrontate a una certa andatura a bordo di una Honda 900.

(Nella foto in alto di Rosario Invincibile, il funerale di Simone Gurrieri)