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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1326
VITTORIA - 02/03/2010
Cronache - Vittoria: dall’operazione Tsunami un giro di denaro non segnalato da 2 istituti di credito

Direttori di 2 banche vittoriesi segnalati alla Banca d’Italia

Tutto parte dall’arresto di Giovanna Brugnoli (operazione Tsunami), dipendente statale, nei cui conti correnti sono transitati importi pari a 500 mila euro. I direttori avrebbero dovuto segnalare all’Uif i movimenti anche in caso di ragionevole sospetto

Anche le banche nelle maglie della Guardia di finanza. Due istituti di credito di Vittoria sono stati segnalati alla Banca d’Italia per non avere informato l’Uif, (Unità d’informazione finanziaria) riguardo a presunte operazioni legate al riciclaggio di denaro sporco. Le sanzioni ammonterebbero a circa 230 mila di euro nei confronti dei direttori di due agenzie di Vittoria che si sono avvicendati negli ultimi 3 anni. Sono stati segnalati alla Direzione antiriciclaggio del ministero dell’Economia.

A scoperchiare il vaso, la Finanza di Ragusa e di Vittoria che indaga sulla questione da circa un quinquennio. Il punto d’inizio è l’operazione antidroga e antiriciclaggio denominata «Tsunami», in particolare dall’arresto di Giovanna Brugnoli (indagata per riciclaggio), quando la Finanza scopre che dai conti correnti bancari della donna, dipendente statale, c’è un movimento di denaro che ammonta a circa 500 mila euro.

Le «fiamme gialle» contestano ai direttori dei due istituti di credito la mancata segnalazione, anche dopo il semplice ragionevole sospetto, dei movimenti alla’Uif. Gli inquirenti hanno fondati sospetti che si tratti di una semplice «distrazione» e nient’altro. Infatti, l’indagine nasce e si ferma nell’ambito di irregolarità amministrative e finanziarie.

«Sui conti correnti dell’indagato per riciclaggio– afferma il comando provinciale della Finanza- sono stati movimentati quasi 500 mila euro; flussi di denaro evidentemente sproporzionati rispetto alla potenzialità reddituale e patrimoniale dello stesso, soprattutto in considerazione del fatto che il soggetto in questione fosse un semplice dipendente statale».

Lo scopo della normativa antiriciclaggio è quello di impedire la circolazione di denaro proveniente dalla commissione di reati; «per questo le banche e gli intermediari finanziari in genere- ammonisce la Guardia di finanza- che possono essere coinvolti, in maniera più o meno consapevole, nel riciclaggio di denaro sporco, devono sempre segnalare agli organi competenti operazioni finanziarie che appaiono sospette.