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VITTORIA - 13/02/2010
Cronache - Vittoria: furto sacrilego in una chiesa di periferia. E’ il secondo in un mese

Rubate le reliquie di Santa Maria Goretti: 3 calici e la pisside

I ladri, muniti di flex e piccone, hanno scardinato la cassaforte dal pilastro del campanile. Amareggiato il parroco don Rosario Cavallo: «Non c’è rispetto neanche per gli oggetti liturgici. Un’offesa alla parrocchia e ai fedeli che la frequentano»
Foto CorrierediRagusa.it

Furto sacrilego nella chiesa Santa Maria Goretti di Vittoria. Rubate le reliquie del corpo della santa, 3 calici e la pisside che conteneva le ostie per l’eucaristia durante la messa. E’ il secondo furto che i malviventi compiono nell’arco di un mese. La notte scorsa i ladri sono entrati da una porta che dà sulla strada, si sono arrampicati fino al campanile sopra la sacrestia ed hanno scardinato la cassaforte da un pilastro servendosi di un flex e di un piccone.

La cassaforte, delle dimensioni di 80X40 centimetri, piuttosto pesante, è stata fatta cadere sulla strada dall’alto e portata via. Al di là degli oggetti rubati, si tratta di un furto molto grave e di grande valore, perché nel reliquario che era stato regalato alla parrocchia dai padri missionari c’erano oggetti appartenuti alla santa marchigiana assassinata a seguito di tentato stupro avvenuto il 6 luglio del 1902, canonizzata da Pio XII nel 1950.

Ad accorgersi del furto, il parroco don Rosario Cavallo, che nel 2003 ha preso il posto di don Vittorio Pirillo. Il prete è rimasto basito quando non ha trovato la cassaforte. «Non c’erano soldi- ha detto - ma solo oggetti sacri e le reliquie della santa. Sono molto amareggiato, non c’è più rispetto neanche per gli oggetti liturgici. Questo è la seconda visita che rubano in un mese. L’8 gennaio avevano trafugato computer, dvd e video registratore. Adesso hanno alzato il livello portando via oggetti sacri di inestimabile valore. Hanno offeso le persone e la parrocchia che dà aiuto a chi ha bisogno di aiuto».

Il prete di Vittoria deve solo sperare che i ladri di Vittoria si pentano come quello di Cremona, che entrato in confessionale ha confessato al prete il furto di oggetti sacri, successivamente fatti ritrovare. Ma i malviventi di Vittoria, locali o stranieri che siano, avranno la stessa sensibilità del ladro di Cremona?