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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:06 - Lettori online 1102
VITTORIA - 15/12/2009
Cronache - Vittoria: colossale truffa scoperta dalla Polizia

Società fantasma truffa di 10 ditte. Denunciate 9 persone

Grazie a una ditta inesistente, la «Edlfutur», padre, madre a figlio, con la collaborazione di altri soggetti, sottraevano materiale edile a ditte del nord e della Sicilia Foto Corrierediragusa.it

Truffa per 400 mila euro ai danni di almeno dieci aziende fornitrici di materiale edile. E’ stata scoperta dopo mesi di indagini dalla Polizia di Vittoria. A conclusione delle indagini sono state denunciate alla Procura della Repubblica 8 persone, alcune pregiudicate, altre incensurate. C’è anche una donna, A.S. 51 ani, moglie di G.C., 54 anni, il personaggio principale del sodalizio, in regime di sorveglianza speciale.

Gli altri segnalati alla procura sono C.C., 29 anni, figlio di G.C., incensurato, S.G. 33 anni, con precedenti. S.B. 31 anni incensurato, J.M., 50 anni, incensurato di Comiso. Tutti questi sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, uno per ricettazione. R.G. 29 anni, per favoreggiamento personale.

Secondo quando riferito dal vice questore aggiunto del commissariato Alfonso Capraro e dal vice dirigente Emanuele Giunta (da dx nella foto), i presunti responsabili avrebbero commesso reatii ai danni di alcune aziende di fornitura di materiali edili ed idro-sanitari, sparse sul territorio nazionale, per un danno economico valutato in circa 400mila euro. Al termine dell’indagine è stato recuperato materiale vario (vasche idro-massaggio, cancellate in ferro, porte blindate, piastrelle, pavimentazione ed altro) per un valore complessivo di 200mila euro, che è stato restituito ai legittimi proprietari.

L’indagine è partita a marzo di quest’anno allorché, da Piazza Armerina, giungeva una denuncia di una ditta che era stata truffata da non meglio specificate persone di Vittoria per un ammontare di 20mila euro circa. Contestualmente, nel corso di un servizio notturno di tutt’altro tipo, all’interno del magazzino di G.C. veniva rinvenuto del materiale del quale G.C., di 29 anni, non sapeva fornire giustificazioni sulla provenienza limitandosi a riferire che era di suo padre G.C. di 54 anni. Dall’approfondimento della situazione, la Polizia appurava che parte di quel materiale, che veniva acquisito, era di appartenenza proprio della ditta di Piazza Armerina che aveva presentato la denuncia di truffa.

L’attività di analisi delle frequentazioni dei due sorvegliati speciali padre e figlio ha conentito di individuare l’associazione ed il modus operandi. In pratica, S.B., titolare di una ditta fantasma denominata Edilfutur, aveva aperto un conto corrente di poche migliaia di euro presso diverse banche facendosi consegnare i relativi libretti di assegni. Questi consegnava i libretti a S.G. il quale si presentava alle ditte, sia in Sicilia che nel nord Italia, fingendo di essere S.B. S.G. ordinava il materiale staccando una serie di assegni post datati il primo dei quali andava a buon fine mentre i rimanenti risultavano a vuoto. S.G. invitava, poi, le ditte a consegnare il materiale acquistato dando un indirizzo che risultava essere il capannone di fabbricazione di cassette di A.S e di G.C. di anni 54.

I camion si recavano presso il capannone e scaricavano la merce. Quando arrivavano i primi assegni protestati, i rappresentanti delle ditte chiedevano spiegazioni presso il capannone, ma qui incontravano G.C. il quale riferiva che lui non aveva niente a che vedere con la Edilfutur e che il suo capannone si occupava di fabbricazione di cassette in legno. A quel punto i rappresentanti delle ditte rimanevano spaesati e beffati.

Il ruolo di J.M. è, invece consistito nel fatto che il medesimo, imprenditore comisano, presentava alle varie ditte S.G. garantendo per lui pur essendo consapevole della truffa in atto. Le truffe sono state perpetrate tra giugno e dicembre 2008 mentre i primi assegni venivano protestati a partire da gennaio- febbraio 2009. Il 31 dicembre 2008, improvvisamente, la Edilfutur cessava l’attività. Il materiale sequestrato serviva per rifinire le case in costruzione di S.G. e dei coniugi A.S. e G.C. di anni 54.

R.G., dipendente della ditta in questione, è stato, invece, denunciato per favoreggiamento personale in quanto si prestava a chiedere il dissequestro del materiale dicendo che era di sua proprietà. Le ditte truffate che hanno presentato regolare denuncia sono 9, delle quali 3 sono della provincia di Ragusa, una di Piazza Armerina e le altre 5 del nord Italia. Nell’indagine sono andate a confluire anche alcune denunce ricevute dalla Squadra Mobile di Ragusa e dalla Guardia di Finanza di Ragusa. Vi è da considerare che gli unici imprenditori truffati che non hanno voluto sporgere alcuna denuncia sono vittoriesi i quali, pertanto, non potranno tornare in possesso del materiale loro sottratto con l’inganno.