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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 1342
VITTORIA - 03/12/2009
Cronache - Vittoria: svolta nelle indagini sull’aggressione al sacerdote vittoriese

Arrestati presunti rapinatori e aggressori di don Cappello

Sono due minori di 17 e 15 anni facenti parte di un gruppo dedito a scorribande notturne. Un terzo complice, 20 anni, denunciato per ricettazione del cellulare rubato al prete, che il 28 novembre s’è dimesso da parroco della chiesa di San Giovanni Bosco
Foto CorrierediRagusa.it

Arrestati dalla Polizia di Vittoria i presunti autori della rapina e dell’aggressione al sacerdote vittoriese Gianni Cappello, avvenuta nelle vicinanze dell’edicola votiva «Madonna dello Scoglio» sita nel piazzale della stazione ferroviaria. Si tratta di due minorenni, R.D., 17 anni, ed F.C., 15 anni, entrambi vittoriesi. Per loro, essendo minorenni, è scattata l’ordinanza di misura cautelare in casa, equivalente al carcere domiciliare per gli adulti.

L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale dei minori di Catania. I due sono ritenuti responsabili di rapina e di lesioni personali ai danni del sacerdote vittoriese, che il 28 novembre scorso ha rassegnato le dimissioni da parroco della chiesa di San Giovanni Bosco. I fatti risalgono al 18 settembre scorso, quando don Cappello venne soccorso da una pattuglia di Polizia in una zona di campagna nei pressi del ristorante Picchio Verde sulla statale per Gela. Il prete riferì di essere stato picchiato e rapinato dei soldi, del telefonino e dell’autovettura da due individui che si trovavano in auto con lui. La vettura, una Opel Astra, venne ritrovata bruciata due giorni dopo il fatto in vico Gaeta.

Il sacerdote, ricoverato in ospedale, riportò fratture del perone destro e delle ossa del setto nasale, giudicato guaribile in 25 giorni di prognosi. L’indagine dei poliziotti, seguita in modo personale e diretta dal questore Giuseppe Oddo, ha portato anche all’indentificazione di un terzo complice, T.C., 20 anni, denunciato per ricettazione in quanto trovato in possesso del cellulare rubato al sacerdote.

E’ stato proprio il cellulare a mettere gli inquirenti sulla pista dei due presunti responsabili. T.C., di fronte all’evidenza dei fatti, ha dichiarato di avere ricevuto il cellulare dagli altri due ragazzi, riconosciuti poi come facenti parte di una gang dedita a scorribande notturne, molti dei quali giovvani ancora minorenni.

(nella foto in alto, l´edicola dove il prete disse di essere stato aggredito mentre pregava)