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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1014
VITTORIA - 17/11/2009
Cronache - Vittoria: progettavano fallimenti per non pagare Stato e creditori

Due imprese del mercato di Vittoria nei guai per bancarotta

Sono 13 gli imprenditori indagati, fra cui donne, facenti capo a due società che operano nel mercato ortofrutticolo di Fanello. Operazione condotta dalla Guardia di finanza provinciale su input del procuratore capo Carmelo Petralia
Foto CorrierediRagusa.it

La Finanza entra al mercato di Fanello e scopre una colossale bancarotta fraudolenta. E’ questo il reato contestato a 13 imprenditori indagati per il fallimento pilotato di due società operanti dentro il mercato ortofrutticolo, altre volte oggetto di controlloi dei finanzieri, che non sono andati oltre a lievi anomali contabili. Stavolta sarebbe stata accertata una distrazione di beni per una somma complessiva di oltre 4 milioni di euro.

Alcuni degli amministrarori indagati sono legati da vincoli di parentela, fra queste un paio di donne. Quattro sono riconducibili a una impresa e 9 all’altra. I fascicoli giudiziari sono stati aperti nei confronti di E.B. e di E. G. (che sarebbero gli amministratori principali delle due società operanti a Fanello nel settore dell’ortofrutta), e poi ancora A.G., S.B., G.B., A.L., S.M., G.D.V., F.C., G.F., G.O., G.B. e G.D.V. Tutti incensurati.

Secondo l´accusa, gli imprenditori archietattavano una manovra fraudolenta che ricadeva, oltre che sui creditori, anche sulle entrate dello Stato, in quanto le aziende, portate al fallimento, presentavano enormi debiti tributari non soddisfatti. Tutto è partito da un atto d´insolvenza dichiarato dal Tribunale di Ragusa nei confronti di due società operanti rispettivamente nel settore del´ortofrutta.

A seguito della dichiarazione di fallimento delle imprese, le "Fiamme gialle" hanno avviato approfonditi accertamenti, volti a chiarire le cause del dissesto che apparivano sospette. Le verifiche investigative, partite dalla relazione del curatore fallimentare, hanno consentito di dimostrare che lo stato d´insolvenza delle società non era imputabile a cause fisiologiche, bensì alla precisa volontà degli amministratori, che avevano programmato la distrazione del patrimonio aziendale, in modo da frodare lo Stato e i creditori.

Lo stratagemma della bancarotta consisteva nell´accumulare ingenti passività e, successivamente, nel sottrarre i beni e le attrezzature aziendali, attraverso la loro locazione e la vendita ad un´altra società, riconducibile agli stessi amministratori che puntavano al fallimento e che in questo modo continuavano ad esercitare le stesse attività economiche.

Un´altra indagine parallela riguarda il fenomeno del riciclaggio. E´ stato accertato che un soggetto, riconducinile a un´associazione di floricoltori, ha effettuato versamenti in contanti ben al di sopra dei limiti consentiti dalla legge. Tale condotta è punita con una sanzione che può arrivare al 40% dell´importo. Le indagini sono state dirette dal tenente colonnello Francesco Fallica e condotte dal tenente Paolo Bombaci. E non sono finite, perché con molta frequenza la Finanza controllerà settori pubblici e privati nella città di Vittoria.