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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:35 - Lettori online 912
VITTORIA - 30/10/2009
Cronache - Vittoria: la selvaggia aggressione a sfondo razzistico a largo Melodia

Si pentono i 2 aggressori del ghanese di 18 anni

Secondo il racconto della vittima, la causa dell’aggressione sarebbe stato uno «sguardo molesto». «Perché mi picchiate?» ha gridato il ghanese. «Noi siamo italiani e tu no", è stata la risposta Foto Corrierediragusa.it

Si sono pentiti i 2 vittoriesi di 20 anni, G.F.G e D.F., incensurati, autori della selvaggia aggressione a un cittadino ghanese avvenuta il 19 ottobre scorso presso largo Melodia a Vittoria. «Noi italiani e tu no», con questa ignobile giustificazione i due giovinastri vittoriesi avrebbero trovato il pretesto per picchiare con una tavola in legno con dei chiodi un giovane di colore, giudicato guaribile in 3 giorni per trauma cranico minore e contusione all’emitorace destro.

La notizia del pentimento dei due giovani è stata resa nota da don Beniamino Sacco, responsabile del centro di accoglienza "Spirito Santo" che ospita diversi immigrati, tra cui il ghanese pestato a sangue, che si guadagna da vivere lavorando nelle serre.

Il giovane è stato trasportato in ospedale con l’autoambulanza. Il fatto s’è verificato il 19 ottobre, ma la notizia è stata divulgata dal Commissariato solo ora. I due sono stati denunciati a piede libero per lesioni personali aggravate da motivi di discriminazione razziale.

I particolari rivelati dagli inquirenti del Commissariato in qualche modo sono agghiaccianti. C’è il pericolo che una bravata compiuta da due balordi possa scatenare altri problemi seri alla difficile integrazione fra immigrati e locali.

Secondo la versione fornita dalla vittima, tutto sarebbe partito dagli sguardi fra ghanese e vittoriesi. I due vittoriesi si sarebbero sentiti «molestati» dallo sguardo del ghanese. Per tale motivo il giovane di colore sarebbe stato aggredito a calci e pugni. Tutto davanti a una scolaresca di passaggio, perché la vittima nel tentativo di fuggire ha cercato di ripararsi dietro la maestra che assisteva una classe di bambini di terza elementare. Una femminuccia, che ha assistito terrorizzata all’episodio di violenza ha vomitato per lo spavento.

Gli agenti sono riusciti ad individuare i due giovani grazie al numero della tarda del loro motorino, intestato al padre di uno dei due presunti aggressori, che sono stati così identificati e denunciati. Dovranno dare conto dell’accaduto ai magistrati del Tribunale di Ragusa.