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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 779
VITTORIA - 12/10/2009
Cronache - Vittoria: a due anni dal reportage, strascichi giudiziari sul mercato di Fanello

Articolo di "Repubblica" su Vittoria, a giudizio il direttore e 2 giornalisti

Querelati da Maurizio Di Stefano e Raffaele Di Pietro, coinvolti in operazioni di mafia e definiti "guardie del corpo del sindaco Nicosia". Il sindaco: "Io con Repubblica ho chiarito tutto, sono stati informati male da qualcuno"

Il rinvio a giudizio del direttore de "La Repubblica" Ezio Mauro e dei redattori Paolo Berizzi e Sandro De Riccardis, riaccende i riflettori sul mercato ortofrutticolo di contrada Fanello a Vittoria. Quell´articolo del quotidiano romano, pubblicato il 5 dicembre del 2007, è stato ritenuto diffamatorio dal gip di Roma Guglielmo Mentoni nei confronti di Maurizio Di Sterfano e Raffaele Di Pietro. Da qui il rinvio a giudizio dei giornalisti sopracitati su richiesta del pm Paolo Ferraro. L´udienza è stata fissata per 7 aprile del 2010.

Come si ricorderà, quell´ampio servizio di "Repubblica" scatenò un vespaio di polemiche fra il sindaco Giuseppe Nicosia e l´ex Francesco Aiello, ritenuto responsabile della durezza dell´articolo sulla città e sul mercato. Nel servizio si affermava che due vittoriesi, Maurizio Di Stefano e Raffaele Di Pietro (i querelanti del giornale, assistiti dall´avvocato Emilio Cintolo di Ragusa), entrambi finiti in carcere perché coinvolti in operazioni di mafia, "erano stati guardie del corpo imposte al sindaco Giuseppe Nicosia".

Le notizie riportate da Repubblica nel contesto di un documentato articolo sul mercato ortofrutticolo di Fanello e sui presunti interessi delle cosche mafiose controllate dal boss Carmelo Dominante, in carcere con il regime di 41 bis, hanno provocato l´indignazione della giunta Nicosia e le conseguenti iniziative giudiziarie. Primi a ritenersi offesi nella reputazione, proprio Maurizio Di Stefano e Raffaele Di Pietro che hanno querelato il giornale romano e gli autori dell´articolo.

Alle querele dei due soggetti citati, hanno fatto seguito anche le dure prese di posizione del sindaco Giuseppe Nicosia, che in quella occasione, rammaricato per non essere stato intervistato su argomento che lo riguardava, definì "un mucchio di stupidaggini le notizie pubblicate, tendenti a infangare l´immagine di una città onesta e laboriosa che porta ancora sulla propria pelle i segni di un retaggio malavitoso che la parte sana della nostra società ha combattuto e combatte con estremo coraggio".

Il sindaco ha appreso dal giornale "La Sicilia" la notizia del rinvio a giudizio dei giornalisti di Repubblica. "Io non ho sporto querela contro il giornale-dichiara- perché subito dopo quei fatti ho avuto un cordiale colloquio e un chiarimento soddisfacente con i redattori, che hanno riconosciuto la mia grande battaglia per la legalità con altrettanti ampi e positivi servizi sulla città. Mi sono ritenuto soddisfatto e mi ritengo estraneo a questi nuovi sviluppi giudiziari".