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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1535
VITTORIA - 12/10/2009
Cronache - Vittoria: a due anni dal reportage, strascichi giudiziari sul mercato
di Fanello

Articolo di "Repubblica" su Vittoria, rinviati a giudizio direttore e due giornalisti

Querelati da Maurizio Di Stefano e Raffaele Di Pietro, coinvolti in operazioni mafiose e definiti "guardie del corpo del sindaco Nicosia". Il sindaco: "Io non ho querelato Repubblica perché ho chiarito tutto"

Foto CorrierediRagusa.it

Il rinvio a giudizio del direttore de "La Repubblica" Ezio Mauro e
dei redattori Paolo Berizzi e Sandro De Riccardis, riaccende i
riflettori sul mercato ortofrutticolo di contrada Fanello a Vittoria.
Quell´articolo del quotidiano romano, pubblicato il 5 dicembre del
2007, è stato ritenuto diffamatorio dal gip di Roma Guglielmo Mentoni
nei confronti di Maurizio Di Sterfano e Raffaele Di Pietro. Da qui il
rinvio a giudizio dei giornalisti sopracitati su richiesta del pm Paolo
Ferraro. L´udienza è stata fissata per 7 aprile del 2010.

Come si ricorderà, quell´ampio servizio di "Repubblica" scatenò un
vespaio di polemiche fra il sindaco Giuseppe Nicosia e l´ex Francesco
Aiello, ritenuto da Nicosia il "suggeritore" di quelle affermazioni
riportate dal quotidiano. Nel servizio si affermava che due vittoriesi,
Maurizio Di Stefano e Raffaele Di Pietro (i querelanti del giornale,
assistiti dall´avvocato Emilio Cintolo di Ragusa), entrambi finiti in
carcere perché coinvolti in operazioni di mafia, "erano stati guardie
del corpo imposte al sindaco Giuseppe Nicosia".

Le notizie riportate da Repubblica nel contesto di un documentato
articolo sul mercato ortofrutticolo di Fanello e sui presunti interessi
delle cosche mafiose controllate dal boss Carmelo Dominante, in
carcere con il regime di 41 bis, hanno provocato l´indignazione della
giunta Nicosia e le conseguenti iniziative giudiziarie. Primi a
ritenersi offesi nella reputazione, proprio Maurizio Di Stefano e
Raffaele Di Pietro che hanno querelato il giornale romano e gli autori
dell´articolo.

Alle querele dei due soggetti citati, hanno fatto seguito anche le
dure prese di posizione del sindaco Giuseppe Nicosia, che in quella
occasione, rammaricato dal fatto di non essere stato intervistato come
sindaco in un argomento che lo riguardava, definì "un mucchio di
stupidaggini le notizie pubblicate, tendenti a infangare l´immagine di
una città onesta e laboriosa che porta ancora sulla propria pelle i
segni di un retaggio malavitoso che la parte sana della nostra società
ha combattuto e combatte con estremo coraggio".

Il sindaco ha appreso dal giornale "La Sicilia" la notizia del rinvio
a giudizio dei giornalisti di Repubblica. "Io non ho sporto querela
contro il giornale, perché subito dopo quei fatti ho avuto un cordiale
colloquio e un chiarimento soddisfacente con i redattori, che hanno
riconosciuto la mia grande battaglia per la legalità con altrettanti
ampi e positivi servizi sulla città. Mi sono ritenuto soddisfatto e mi
ritengo estraneo a questi nuovi sviluppi giudiziari".