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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 873
VITTORIA - 20/09/2009
Cronache - Vittoria: parla il prete aggredito e derubato di 3 mila euro

Vittoria: ritrovata carbonizzata l´auto di padre Cappello

Sono intervenuti la Polizia e i Vigili del fuoco
Foto CorrierediRagusa.it

L´auto di padre Gianni Cappello, una Opel Astra (nella foto), bruciata in vico Gaeta. Quando sono intervenuti Vigili del fuoco e Polizia, l´auto era ancora in fiamme. Un incendio di chiara matrice dolosa e ancora senza un movente preciso. Perchè qualcuno ha inteso ancora intimidire il sacerdote, già picchiato e rapinato la scorsa settimana?

L´intervista al sacerdote in ospedale
Padre Cappello ha gli occhi neri come se avesse fatto un incontro di boxe, la gamba ingessata e il morale a pezzi, appena mezz’ora dopo l’intervento chirurgico che gli ha rimesso l’arto a posto nella sala operatoria dell’Ortopedia del «Guzzardi».

Nell’ultima stanzetta del nosocomio una signora anziana pranza e due cugine gli tengono compagnia. Anche il via vai di amici e conoscenti è abbastanza frequente. Ne avrà per una quarantina di giorni, non tutti in ospedale, ma a casa. Gli attestati di solidarietà al prete giungono in continuazione, con comunicati stampa e con visita in ospedale, da tutte le parti politiche, inutile citare nomi e partiti.

E’ ancora sotto l’effetto della spinale, non ha sentito dolore sotto i ferri, si mantiene lucido ma parla a fatica. «Cos’è successo? L’ho già ripetuto tante volte. Non mi sono reso conto neanche io, è avvenuto tutto così in breve tempo. Stavo vicino all’edicola della Madonna dello Scoglio, da poco uscito dalla chiesa. All’improvviso sono venuti due, sì abbastanza giovani…; uno non l’ho neanche visto in faccia. Dacci i soldi, hanno intimato, come se sapessero che io avevo 3 mila euro in macchina…»

Scusi don Gianni, la domanda che tutti si pongono: che ci fa uno alle 10 di sera, per di più un prete, che non è un commerciante, con 3 mila euro in tasca?

«Sono soldi della parrocchia, credo che molti preti li tengono addosso, servono sempre, c’è da pagare qualche badante, altre spese, io ce li avevo nel cofano della macchina».

E allora, torniamo al racconto, perché l’hanno portato vicino alla Piccozza?

«Ma no, mi hanno portato nei pressi del «Picchio verde», uno dei due con accento vittoriese ha urlato, «rammi i ciavi ra machina», mi hanno picchiato, scaraventato dentro la macchina e portato via, lasciandomi sul ciglio strada con la gamba rotta gli occhi gonfi e senza niente. Questa è la mia avventura».

Il mistero sull’aggressione permane, e la Polizia non ha smesso d’indagare, per dare un movente e un’identità ai due aggressori che hanno pestato e rapinato un prete.