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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 832
VITTORIA - 17/07/2009
Cronache - Vittoria: la "coda" del blitz di Polizia e Carabinieri ordinato dalla Dda di Catania

"Final game": altri 4 arresti di Polizia e Carabinieri

Le manette sono adesso scattate per Emanuele Attardi, Gianfranco Cascino, Giuseppe Pavone e Marco Giurdanella
Foto CorrierediRagusa.it

La «coda» del «Final game». Altri quattro arresti hanno completato la brillante operazione condotta lo scorso mese dalla Polizia e dai Carabinieri a Vittoria, con il coordinamento della direzione distrettuale antimafia di Catania.

In manette sono adesso finiti Emanuele Attardi e Gianfranco Cascino, entrambi di 34 anni, Giuseppe Pavone, di 38, e Marco Giurdanella, 28 anni. Gli arresti sono stati eseguiti in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emesse dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catania Angelo Costanzo, su richiesta del sostituto procuratore della Dda Fabio Scavone.

I quattro arrestati sono ritenuti essere affiliati a due organizzazioni criminali di stampo mafioso operanti a Vittoria: il clan stiddaro dei Dominante, e il clan Piscopo di cosa nostra gelese. Un pericoloso gruppo malavitoso dedito alla commissione di una serie indeterminata di delitti, tra cui estorsioni, reati contro il patrimonio e la persona, tentati omicidi, traffico di stupefacenti con la realizzazione di ingenti profitti.

Per tutti l´accusa è di associazione a delinquere di stampo mafioso. Le altre 7 persone finite in manette circa un mese fa hanno rigettato ogni addebito nel corso degli interrogatori in carcere. Gli indagati hanno in pratica respinto ogni responsabilità dinanzi al magistrato, respingendo l´accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso.

L´operazione "Final game" aveva portato, nella sua prima fase, a 7 fermi di polizia giudiziaria nei confronti di soggetti di grosso calibro della criminalità ipparina, considerati le nuove leve emergenti dei clan appartenenti a Cosa nostra e alla Stidda.

Le accuse parlavano anche di estorsioni e 3 tentati omicidi nei confronti di Giovanni Antonuccio,36 anni, avvenuto il 12 maggio del 2008, Giuseppe Intanno,39 anni, avvenuto il 12 marzo del 2009, e di Giuseppe Doilo, 27 anni, avvenuto il 13 maggio scorso. Questi 3 erano finiti in carcere insieme a Vincenzo Latino, 39 anni, Giuseppe Corbino, 42 anni, Fabio Incardona, 28 anni, e Giuseppe Sarrì (nella foto), 47 anni, che era riuscito a sottrarsi alla retata. L´acatese era stato arrestato due giorni dopo a Bagno di Romagna, in provincia di Forlì, nell´hotel dove alloggiava.

Secondo la ricostruzione fatta dal procuratore della Distrettuale antimafia di Catania, Fabio Scavone, i gruppi criminali avrebbero interrotto la "pax "malavitosa che durava dal 1998 e che sarebbe ripresa nel maggio 2008 con il tentato omicidio di Antonuccio. Gli altri due subiti da Intanno e Doilo s´inquadrebbero proprio nella recrudescenza criminale per il controllo del territorio soprattutto nel settore delle estorsioni.

Alla conferenza stampa hanno partecipato, oltre a Scavone, anche il colonnello dei Carabinieri Nicodemo Macrì (padrone di casa), il questore Giuseppe Oddo, il capo della Mobile Francesco Marino, il capitano Giovanni Palatini, il dirigente del commissariato di Vittoria Alfonso Capraro e il tenente dell´Arma Carmine Gesualdo. Gli investigatori hanno ricostruito la mappa della nuova criminalità

Due dei fermati appartengono al clan Dominante-Stidda: Vincenzo Latino e Giuseppe Doilo. Gli altri quattro al clan Piscopo-Cosa nostra: Fabio Incardona, Giuseppe Intanno, Giovanni Antonuccio Giuseppe Corbino.

Il procuratore Scavone ha esaltato il lavoro investigativo senza eccedere nei trionfalismi. "Dall´operazione Piazza Pulita (99 arresti)- ha detto- se oggi ne prendiamo solo 6 si vede che sono rimasti i residui". Secondo quanto è stato detto, questi due gruppi ormai entrati in guerra fra loro, erano dediti all´estorsioni. "Solo un impreditore ha collaborato- ha confermato Scavone- per il resto chiusura totale da parte degli imprenditori vittoriesi. Mentre a Catania e a Palermo si registrano squarci di luce nella collaborazione delle vittime, a Vittoria regna l´omertà. L´estorsione è diventata una posta di bilancio. Gli imprenditori pagano poco, da 2 a 3 mila euro, s´accontentano e non denunciano".

Al fermo di queste 6 persone si è arrivati a seguito di un´indagine cominciata il 12 maggio 2008, dopo il tentato omicidio di Antonuccio. Oltre ai soliti canali investigativi, gli inquirenti si sono avvalsi anche dalla collaborazione di diversi nuovi collaboratori di giustizia che hanno rivelato particolari interessanti per l´eccellente risultato raggiunto la notte scorsa.

(Sotto, le foto delle persone arrestate. Nell´ordine Giovanni Antonuccio, Giuseppe Corbino, Fabio Incardona, Giuseppe Intanno, Vincenzo Latino, Giuseppe Doilo, Emanuele Attardi, Gianfranco Cascino, Giuseppe Pavone e Marco Giurdanella. Cliccate sulle foto per ingrandirle).

Giovanni Antonuccio Giuseppe Corbino Fabio Incardona
Giuseppe Intanno Vincenzo Latino Giuseppe Doilo
Emanuele Attardi Gianfranco Cascino Giuseppe Pavone
Marco Giurdanella