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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 882
VITTORIA - 26/03/2009
Cronache - Vittoria: la Polizia indaga sulle cause della tragedia

La morte dell´imprenditore Liguori, la famiglia non crede al suicidio

L’uomo era stato trasportato in elisoccorso al «Cannizzaro». E’ deceduto alle 5 di ieri, lascia la moglie e due figli

Non ce l’ha fatta Giovanni Liguori, l’imprenditore vittoriese di 49 anni che si sarebbe suicidato giovedì sera dentro la sua "Golf" in via Incardona. I medici dell´ospedale "Cannizzaro" di Catania non hanno potuto fare nulla di fronte alle gravi ustioni di 1° e 2° grado che hanno sfigurato l’80% del corpo. Lo sventurato imprenditore è deceduto alle 5 di sabato mattina nel reparto di Rianimazione del nosocomio etneo.

Giovanni Liguori lascia la moglie, due figli e un’azienda agricola che aveva creato insieme a un altro socio. Un’azienda che, secondo alcune testimonianze negli ultimi anni avrebbe avuto dei problemi economici, aggravatisi con l’acuirsi di questa tremenda crisi che ha investito tutto il sistema.

I figli della vittima Salvatore e Pinuccia, però, non credono all´ipotesi del suicidio. "Mio padre era un accanito fumatore - dice il figlio Salvatore- e quando è successa la disgrazia nella macchina c´erano attrezzi da lavoro e fors´anche tracce di combustibile. E´ probabile che la macchina si sia incendiata mentre si accendeva una sigaretta. Respingiamo la tesi del suicidio causato da gravi problemi economici".

La Polizia di Vittoria sta indagando proprio per accertare i motivi che hanno scatenato la tragedia proprio davanti al Commissariato di via Loi. Erano stati due agenti di Polizia, muniti di estintore, a prestare i primi soccorsi a Liguori. Soccorsi che dopo 30 ore circa di ricovero si sono rivelati purtroppo vani.

"Giovanni Liguori era un onesto lavoratore". Questo è il commento degli amici più intimi e di tutti quelli che lo conoscevano. Lavorando in un settore come quello dell´agricoltura, è possibile che ci siano alti e bassi a livello economico. "Non erano problemi economici talmente gravi da far compiere a mio padre un gesto così estremo", continua a ripetere il figlio Salvatore senza darsi pace.

La morte di Giovanni Liguori, s’è legata veramente alla crisi economica del momento, deve fare riflettere il mondo politico e le istituzioni circa la drammaticità che sta vivendo l’imprenditoria ai vari livelli. Le banche italiane hanno ristretto la possibilità d’accesso al credito e molte aziende se non vogliono andare incontro a procedure fallimentare sono costrette a ricorrere ad altre forme di finanziamento a tassi usurai che alla lunga conducono a anche a drammatiche decisioni.


LA SOLIDARIETA´ DEL "COMITATO AZIENDE MESSE IN CRISI DAL SISTEMA BANCARIO" - Giunge puntuale la solidarietà di Angelo Giacchi, Giuseppe Terranova e Giovanni Cirnigliaro, i dirigenti del "Comitato aziende messe in crisi dal sistema bancario", alla famiglia dell´imprenditore agricolo che ha tentato il suicidio. Nell´occasione, il Comitato ha chiesto l´intervento del prefetto Carlo Fanara, ha denunciato l´assenza delle istituzioni e stigmatizzato l´operato del sistema bancario che, secondoil Comitato, sta strozzando le imprese in difficoltà economiche. "Le banche ricevono aiuto dallo Stato- dice il Comitato- ma non danno aiuto alle imprese in difficoltà economiche". Altre attestazioni di solidarietà sono arrivate all´imprenditore che lotta contro la morte a Catania, fra queste quelle dell´assessore al Lavoro Carmelo Incardona.