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VITTORIA - 05/02/2009
Cronache - Vittoria - Celebrati i funerali di Dario Bizzarra

L’autopsia potrebbe rivelare novità sulle cause del decesso

Attesi gli atti dalla Procura di Palermo. L’esito dell’esame autoptico non escluderebbe presunte responsabilità sanitarie
Foto CorrierediRagusa.it

Si sono svolti i funerali (nella foto) di Dario Bizzarra, il ragazzo di 26 anni deceduto al «Civico» di Palermo a causa delle ustioni riportate la notte del 17 gennaio in contrada Sperlinga. Dal capoluogo siciliano trapelano indiscrezioni clamorose riguardo alle cause del decesso. Sembra, infatti, che l’autopsia abbia evidenziato delle responsabilità sanitarie. Tutto sarà coperto dal massimo riserbo fino a quando la Procura di Palermo, che ha ordinato l’autopsia, non trasmetterà gli atti alla Procura di Ragusa che indaga per competenza sul tentato omicidio di Bizzarra padre e figlio.

Sono stati i legali della famiglia Bizzarra, gli avvocati Nicola Scibilia, Flaviana Vicari e Gaetano Puglia a chiedere la verità totale circa le cause della morte di Dario, specialmente dopo avere avuto rassicurazioni dai medici palermitani di una rapida guarigione di Dario. Invece, all’improvviso il ragazzo è morto la settimana scorsa. La famiglia Bizzarra vuole vederci chiaro.

Se queste ipotesi fossero confermate, cambierebbe il capo d’imputazione. Omicidio colposo per quanto riguarda la parte sanitaria e tentato omicidio a carico dei criminali che hanno dato fuoco ai congiunti Bizzarra e che sono ancora ricercati dai Carabinieri di Vittoria.

«Le condizioni di salute di Dario- dice il legale Gaetano Puglia, intimo amico della vittima- erano identiche a quelle del padre. Niente faceva pensare un improvviso peggioramento». Dietro la bara bianca di Dario, c’era anche anche il papà Luigi, 57 anni, ancora con i vistosi segni delle ustioni al volto e alle mani, la mamma, i fratelli Salvatore, Castrense e Giusy.

Il rito funebre è stato officiato nella parrocchia San Domenico Savio, dove il ragazzo apparteneva, da monsignor Giuseppe Cali e dal parroco Giuseppe Interligi. «Dario era un bravo ragazzo» ha detto mons. Calì, ricordando anche che aveva svolto il militare nell’Arma dei carabinieri.