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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:47 - Lettori online 1065
VITTORIA - 17/01/2009
Cronache - Chiaramonte Gulfi - Proseguono le indagini dei carabinieri

Caccia alla banda di immigrati che brucia vive le persone

Tre persone date alle fiamme in appena 48 ore. Erano tutte impiegate nelle serre, unico comune denominatore
Foto CorrierediRagusa.it

Prosegue la caccia alla banda di immigrati che dà fuoco alle persone come fossero delle torce in territorio di Chiaramonte Gulfi. Due agricoltori vittoriesi, D. B. e L. B., 27 e 58 anni, padre e figlio, sono stati bruciati vivi la notte scorsa a Sperlinga, vicino a Roccazzo, la stessa frazione dove 48 ore prima era stato dato alle fiamme un tunisino. Venerdì sera è toccato ai due serricoltori vittoriesi. Il figlio è gravissimo all´ospedale di Palermo,ma se la caverà; il padre sta meglio ricoverato all´ospedale di Comiso. Stanno indagando i Carabinieri della Compagnia di Vittoria e del Comando provinciale di Ragusa. La notizia è ancora coperta dal massimo riserbo, anche perché non ci sono molte testinianze se non quelle delle due vittime.

I due congiunti la sera di venerdì, appena usciti dalle loro serre di proprietà vicino Vittoria per fare ritorno a casa, sarebbero stati fermati da due stranieri (dell´Est?), che avrebbero chiesto loro un passaggio fino a Roccazzo.

Giunti nella frazione di Sperlinga, appena scesi dalla macchina, sarebbero stati cosparsi di benzina dagli stranieri, che avrebbero appiccato il fuoco prima di fuggire a bordo della loro Lancia Y. La macchina è stato dopo ritrovata abbandonata e intatta dai carabinieri. Si escluderebbe quindi l´ipotesi rapina.

Uno dei due congiunti, il figlio, è stato trasportato al Centro ustioni di Palermo in gravissime condizioni avndo riportato scottature di secondo grado. I medici lo hanno dichiarato in prognosi riservata. Meno gravi, invece, le condizioni del padre.

Un episodio inquitante appena due giorni dopo l´altro episodio del tunisino, ancora non del tutto chiarito. Un caso avvolto nel mistero che scatena tanti interrogativi. Perché di nuovo Roccazzo? C´è un nesso con il tentativo di bruciare l´immigrato il 15 gennaio? Possibile che le vittime non conoscessero gli stranieri che hanno fatto salire in macchina per andare a Roccazzo? I fatti sono andati veramente così? Troppi particolari e poche versioni che non convincono del tutto gli inqirenti dell´Arma coordinati dal capitano Giovanni Palatini.