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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 14:58 - Lettori online 864
VITTORIA - 02/01/2009
Cronache - Vittoria - A 10 anni dalla strage la città non dimentica

Commemorate le 5 vittime della strage di san Basilio al bar Esso

Don Ottone a mandanti ed esecutori in carcere: "Quando pensate alla strage alzatevi in piedi e pregate Dio". Fiori sul luogo della strage Foto Corrierediragusa.it

Una cerimonia sobria ma toccante. Prima la messa e l’omelia di padre Franco Ottone, cugino di Turi Ottone, e poi la deposizione di fiori sul luogo della strage, davanti all’ingresso del bar Esso. Il prete s’è rivolto ai mandanti e agli esecutori dell’eccidio, ha detto:«Avete perso la libertà fisica ma non quella spirituale e interiore che vi consentirà, quando pensate alla strage, di alzarvi in piedi e pregare Dio».

Il prete ha ricordato anche tutte le vittime della mafia e non solo. Durante l’omelia alla Madonna delle Grazie ha commemorato anche i ragazzi di Giarratana morti da poco in un incidente stradale sulla Ragusa-Catania. Alla cerimonia hanno partecipato i familiari dei due ragazzi uccisi per errore, Rosario Salerno e Salvatore Ottone.


LA CRONACA DI QUEL TRAGICO GIORNO CHE VITTORIA
NON POTRA´ DIMENTICARE MAI


La sera del 2 gennaio del ´99 morirono Rosario Nobile, Angelo Mirabella e Claudio Motta, destinatari delle sentenza di morte firmata dal clan Piscopo, in lotta contro il clan Dominante a cui i 3 giovani appartenevano. Vittime per caso, Rosario Salerno e Salvatore Ottone, che quella sera si trovarono in quel bar nell´ora e nel momento sbagliati. I killer e i mandanti della strage sono stati condannati all’ergastolo. Le fasi processuali, sulla base delle testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia, hanno fatto emergere particolari inediti e il coinvolgimento di altre persone.

L’evento criminale, il più tragico della storia violenta di Vittoria, scosse le coscienze della società vittoriese e forte fu la mobilitazione istituzionale a sostegno della città ferita. A 10 anni dal triste evento, Vittoria non dimentica e fa di quella mattanza il momento della ricorrenza solenne per lottare contro la mafia e ogni forma di barbarie.