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Giovedì 17 Gennaio 2019 - Aggiornato alle 23:10
VITTORIA - 27/12/2018
Cronache - Le indagini condotte dai carabinieri

Arrestato il vittoriese di 27 anni reo confesso del delitto di Costa Fenicia

L’uomo ha ammesso le proprie responsabilità Foto Corrierediragusa.it

E’ stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per omicidio aggravato, tentato omicidio e porto illegale di arma da sparo il 27enne vittoriese reco confesso Vincenzo Vindigni, residente a Scoglitti, frazione marinara di Vittoria, dove, nella serata della festa di Santo Stefano, ha sparato ad un rumeno di 44 anni, Iulian Florin Aenachioaie, uccidendolo. Nella sparatoria era rimasto ferito in maniera lieve anche un amico della vittima, un 57enne del posto. Dopo l’omicidio, Vindigni si era presentato spontaneamente alla caserma dei carabinieri di Vittoria, confessando di aver esploso i colpi di pistola, nel piazzale antistante casa sua, in zona Costa Fenicia. Tutto era successo al culmine di un litigio avvenuto per motivi legati alla relazione sentimentale in essere con la propria compagna 31enne, di origini rumene, osteggiata a quanto pare dal cognato della donna, al quale il 27enne ha poi sparato.

L’uomo ha perso la vita durante il trasporto in ospedale a causa delle gravi lesioni riportate. L’altra persona ferita lievemente è stata invece già dimessa. I carabinieri hanno svolto tutti gli accertamenti utili all’esatta ricostruzione della dinamica del delitto: al culmine di una lite scaturita a casa di Vindigni tra quest’ultimo e il cognato della propria compagna, per motivi legati alla mancata approvazione da parte dei parenti della ragazza della relazione sentimentale esistente tra i due, Vindigni si è munito di una pistola con cui ha sparato alcuni colpi contro il 44enne rumeno e il suo amico 57enne che lo aveva accompagnato.

Nel corso delle perquisizioni domiciliari, sono state rinvenute diverse tracce di sangue sul luogo del delitto e alcuni bossoli: inoltre, in un canneto situato lungo la strada provinciale che attraversa contrada Berdia, i Carabinieri hanno sequestrato la pistola semiautomatica con matricola abrasa illegalmente detenuta dall’omicida e usata per il fatto di sangue, e un caricatore contenente alcune cartucce inesplose. I militari sono risaliti all’arma grazie alle indicazioni fornite dallo stesso Vindigni, di cui si era liberato prima di consegnarsi spontaneamente ai carabinieri di Vittoria.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia in presenza dell’avvocato, Vindigni ha ammesso le proprie responsabilità, confermando le accuse addebitategli. Sono ancora in corso sviluppi investigativi, anche di natura tecnico scientifica, finalizzati a riscontrare le dichiarazioni rilasciate dai protagonisti della drammatica vicenda. L’omicida, dopo le formalità di rito, è stato rinchiuso nel carcere di Ragusa, secondo quanto deciso dall’autorità giudiziaria.