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Martedì 25 Settembre 2018 - Aggiornato alle 23:11
VITTORIA - 27/11/2017
Cronache - Il caso di Giovanni Guarascio

Archiviata la vicenda giudiziaria Guarascio

Gli eredi sono nel frattempo rientrati in possesso della casa di via Brescia Foto Corrierediragusa.it

E´ stato archiviato dal giudice il caso di Giovanni Guarascio, il muratore vittoriese suicidatosi il 14 maggio 2013 per avere perso la casa all’asta giudiziaria. Il gip ha difatti ha accolto la richiesta di archiviazione della procura e sulla vicenda giudiziaria cala quindi il sipario. Con la sentenza di archiviazione del gip depositata in cancelleria cadono le presunte responsabilità dei 3 soggetti imputati: Orazio Sciagura, difeso dall’avvocato Carmelo Scarso; Daniele Drago, difeso dall’avvocato Enrico Cultrone e Giuseppe Cassarino, difeso dall’avvocato Santino Garufi. Le indagini erano scattate per i presunti reati di istigazione al suicidio, estorsione, falso ideologico in atto pubblico e usura. Secondo il giudice non può configurarsi il delitto di istigazione al suicidio perché il gesto di Giovanni Guarascio è avvenuto a distanza di circa un anno dall’aggiudicazione dell’immobile in sede di procedura esecutiva, dopo quattro rinvii del decreto di trasferimento. La procedura esecutiva, nel corso della quale Guarascio non è riuscito a ripianare il proprio debito di 21 milioni di lire con una banca, nel 2001, ha avuto una durata quasi decennale.

Per quanto riguarda il reato di turbata libertà degli incanti, il gip cita la Cassazione nel ritenere inammissibile l’opposizione all’archiviazione presentata dalla famiglia Guarascio, difesa dall’avvocato Aurora De Mattea del foro di Catania. Il gip rileva che anche il tribunale del riesame non ritenne sufficienti gli elementi che portarono al sequestro dell’immobile di via Brescia a Vittoria, nel cui garage il muratore di diede fuoco quel fatidico 14 maggio 2013 (foto). Riguardo all’ipotesi di condotta usuraia della banca creditrice, il consulente del pubblico ministero non ravvisò nessun elemento per sostenere tale accusa. Gli eredi di Giovanni Guarascio sono nel frattempo rientrati in possesso della casa di via Brescia, mentre ora i 4 imputati sono stati dunque definitivamente assolti.