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Sabato 18 Novembre 2017 - Aggiornato alle 10:36 - Lettori online 623
VITTORIA - 13/10/2017
Cronache - Erano ai domiciliari nelle rispettive abitazioni

Sono tornate libere le 2 infermiere

Entrambe si erano dichiarate innocenti Foto Corrierediragusa.it

Il tribunale della libertà ha annullato le ordinanze di custodia cautelare a carico delle 2 infermiere arrestate qualche giorno fa per peculato ed esercizio abusivo della professione medica. A Franca Tolentino e Ornella Vietti, entrambe di Vittoria ed in servizio all´ospedale Guzzardi, sono stati quindi revocati gli arresti domiciliari nelle rispettive abitazioni con la contestuale remissione in libertà, anche se la Vietti, la cui posizione in seno alle indagini appare meno marginale rispetto a quella della collega, è stata sospesa dal servizio per 6 mesi. Le due infermiere, nell´ambito degli interrogatori di garanzia dinanzi al magistrato, si erano proclamate innocenti rispetto alle accuse loro contestate dagli inquirenti. Secondo le indagini degli investigatori, le due infermiere prendevano nota dei pazienti dimessi dall´ospedale e, improvvisandosi «medici», proponevano loro di curarli a domicilio con un vero e proprio tariffario in nero che comprendeva terapie, iniezioni, flebo e tanto altro, somministrate tramite medicinali e presidi medicali sottratti direttamente dal Guzzardi.

Le infermiere, stando sempre alle indagini, pare abbiano nel tempo sottratto in maniera illecita dei farmaci e altri prodotti medicali dalla farmacia dell’ospedale, utilizzandoli privatamente (pratica ovviamente vietata) su alcuni pazienti che avrebbero curato personalmente a domicilio. Entrambe, quindi, effettuavano terapie senza alcuna disposizione di un medico, basandosi solo sull’esperienza maturata in corsia.

La perquisizione domiciliare nelle abitazioni delle due infermiere aveva permesso di sequestrare medicinali e presidi sanitari di proprietà dell’ospedale rivenuti però solo a casa della Vietti, nascosti addirittura nel divano o in cucina, mentre nulla era stato trovato nell´abitazione della Tolentino. Il materiale più ingombrante era nascosto in un locale di pertinenza di una agenzia di onoranze funebri, utilizzato come una sorta di deposito.